Si stima che entro il 2030 la tecnologia 5G in Italia possa contribuire con sul PIL con ben 246 miliardi di euro.

La dichiarazione è di Arun Bansal, vicepresidente senior di Ericsson per l’Europa, rilasciata ad un’intervista pubblicata oggi da Il Messaggero. L’Europa è tecnologicamente ben posizionata per questa nuova sfida, ma Stati Uniti e Cina potrebbero godere di una spinta diversa. “Gli USA ne hanno bisogno per raggiungere più persone possibili con delle connessioni stabili, perché ci sono milioni di famiglie senza alcun tipo di banda”, sottolinea l’alto dirigente. “In Asia il 5G è per la fascia ‘consumer’, perché le persone utilizzano 80 GB di traffico al mese”.

L’impegno economico per ottenere le licenze in Italia, potrebbe condizionare gli investimenti nello sviluppo. “Credo che l’Italia avrebbe dovuto fare ciò che la Germania ha fatto per tentare di raggiungere il 98% della copertura nazionale nel 5G”, ricorda Bansal.

Ma il Governo in Italia può ancora recuperare, a patto che venga compreso che “il 5G è equivalente alle autostrade o agli aeroporti, cioè un’infrastruttura critica dato che ogni singola cosa sarà connessa”.

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