roy de vita
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Dopo le proteste dei giorni scorsi prende piede la denuncia dei medici dell’IFO, istituto fisioterapico per il trattamento dei pazienti oncologici. A parlare questa volta, attraverso una lettera inviata alla Direzione Generale è Roy De Vita.

Le lettere inviate dal Dott. De vita sono prima due, una datata 31 marzo ed un’altra datata 7 Aprile.

Lettera De Vita 31-03

In entrambi i casi si mette a conoscenza la direzione sanitaria che ospitare equipe mediche provenienti da altri istituti che avevano già registrato numerosi casi Covid, come quello di Trovergata e del Casilino.

Non solo, le due lettere chiariscono quali sono i pericoli che correrebbero i pazienti, ma anche il personale sanitario in forza all’IFO, una delle strutture più preziose per la cura oncologica dei malati non solo di Roma ma anche di altre zone d’Italia.

Se in un primo momento, le lettere inviate, hanno impedito di mettere a repentaglio la salute delle persone che gravitano intorno all’IFO, impedendo l’accesso di equipe mediche provenienti da ospedali Covid, sembra continuare la sottovalutazione da parte della Direzione Generale del problema segnalato.

Ad esempio, sempre nella lettera del 7 aprile, si sottolinea come la sala allestita per i tamponi, non consenta che questi vengano svolti in sicurezza, ed infatti pochi giorni dopo vengono riscontrati altri 4 casi Covid, che molto probabilmente hanno contratto il Virus, proprio durante il prelievo dei tamponi.

Anche questa volta, grazie all’intervento si è evitata una situazione che sarebbe potuta diventare una vera bomba batteriologica, magari accendendo nuovi “focolai” e ritardando la discesa dei numeri, importantissimi anche per decidere di eventuali riaperture della Regione e la fine della Quarantena.

L’anestesista scomparso

Il 13 aprile, sempre il Dott. Roy De Vita, invia una ulteriore lettera alla Direzione Sanitaria dell’Ifo.

roy de vita

 

Il dottore chiede spiegazioni in merito ad uno specializzando anestesista, dott. Cenci. Sembrerebbe risultato positivo al tampone per covid 19, e a detta del dott. De Vita nei giorni precedenti aveva avuto diversi contatti col personale sanitario.

Per di più alcuni di loro avevano lavorato con lui per una intera seduta operatoria.

In una ulteriore lettera del dott. De Vita del 14 aprile però, lo stesso fa presente che il nome dell’anestesista dott. Cenci, non è presente nei rapporti operatori, forse per dimenticanza.

de vita

 

Ma si evince che il dott. Cenci abbia svolto attività chirurgica dal 6 al 10 di aprile.

Perchè non è presente nei rapporti lo specializzando risultato positivo al covid?

 

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