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falcaoGiuseppe Falcao, figlio dello storico giocatore della Roma Paulo Roberto, ha parlato oggi ai microfoni di “Non è la radio” durante la trasmissione “Febbre da Roma”. Queste le sue parole:

Condividi le mosse attuate dalla Lega Calcio per prevenire il Coronavirus?

“Si, anche se avrebbero dovuto già farle la scorsa settimana così magari da giocare una giornata a porte chiuse senza ulteriori perdite di tempo. Si sarebbe evitata anche questa pessima figura internazionale, con partite rimandate il giorno prima, come nel caso della Coppa Italia. Tutte le società hanno prima guardato ai propri interessi e poi a quelli dei tifosi, Roma compresa. Nessuno ha pensato a una soluzione per portare serenamente a conclusione questo campionato, anche se per me questo campionato non avrà una conclusione se si continua così, con casi che escono praticamente tutti i giorni, non ultimo Poulsen dell’Ajax”

Se dal lato campo, la Roma è ferma a causa del recupero della scorsa giornata, sul fronte societario invece è molto attiva: già ieri sera si parlava di un accordo ormai fatto tra Pallotta e Friedkin con addirittura un comunicato in uscita a ore. Cosa ne pensi? Hai un auspicio con l’arrivo della nuova proprietà?

“Fino a che non è ufficiale, tutto può ancora succedere. Stiamo parlando di trattative che includono 12 società, quindi dobbiamo andarci con i piedi di piombo. Immagino sarà una questione di ore, di giorni. La sensazione è che già da 1 anno questa società aveva dato la sensazione di non voler più investire nel club. Ormai si navigava a vista. Penso che questo sia il momento giusto per vendere da parte di Pallotta, anche per ridare un po’ di entusiasmo ad una piazza che ultimamente lo aveva un po’ perso. Anche riguardo questo passaggio la gente non si fida più di tanto, aspetta e vuole vedere prima cosa farà Friedkin. Noi non chiediamo chissà cosa, chiediamo coerenza, trasparenza e una crescita lenta ma evidente. Non abbiamo gli Emiri che viene e spende stile Parigi o Manchester. Bisognerà lavorare per diventare una grande società: dovranno far capire che Roma non è un punto di passaggio, ma un obiettivo per i giocatori. Non siamo il Barcellona o il Real, questo sì, ma dobbiamo far capire che siamo un club di medio-alto livello e non gli ultimi arrivati. Dobbiamo creare una strutta di squadra, un ciclo. Ci siamo andati vicini forse solo con Sabatini in questi anni, poi basta”

Per quanto riguarda le dichiarazioni di Agnelli il quale avrebbe visto più di buon occhio un ingresso della Roma in Champions piuttosto che di un’Atalanta, tu cosa ne pensi?

“Comprendo il discorso di Agnelli, visto che lui parla da un punto di vista economico, di appeal, della competizione, però è sempre il campo che parla. L’Atalanta ha meritato in questi anni di stare davanti alla Roma. Sembra un po’ il discorso che fece Lotito anni fa con il Frosinone: io posso condividere il discorso economico, però lo sport è fatto di meritocrazia. Se l’Atalanta lavora meglio della Roma o del Milan, è giusto che ci sia lei davanti. Tra l’altro il Milan ha più appeal anche della Roma, ma ora non è presentabile in Serie A, questo dice il campo. Nel calcio, come nel tennis, penso che debba andare avanti chi gioca meglio, anche se ultimamente sta vincendo chi ha più soldi”

Hai spesso scritto sui social che i rigori hanno aiutato la Lazio in questa stagione: lo pensi davvero?

“Io penso che la Lazio stia lì non per caso, penso che lo meriti. Però penso anche che senza alcuni rigori avrebbe qualche punto in meno di Juventus e Inter. Chiamiamola fortuna, alla Lazio le sta andando tutto bene, soprattutto negli episodi: per esempio in Lazio-Napoli, poco prima del gol di Immobile in quel modo, i partenopei prendono un palo con Zielinski. Ecco, questo è un chiaro segnale di quando le cose ti girano bene. Io faccio anche un parallelismo con la Roma di Ranieri, parlando di fortuna però, non di arbitri: la vittoria che facemmo a Firenze col gol di Vucinic dove ti prendono a pallonate, ad esempio. Sono annate particolari: il rigore che ti viene dato a favore e non contro, l’episodio, il palo ecc… Purtroppo noi romanisti siamo sin troppo fondamentalisti: guardiamo troppo in casa nostra, pensiamo di essere più forti di tutti (io per primo) non essendo obiettivi. Se sei al quinto posto a -17 dalla Lazio, un motivo di sarà: magari potevi stare a -10 con qualche rigore in meno, ma sempre sotto rimani”

Cosa può portare a livello organizzativo Friedkin?

“A livello organizzativo cambierà tutto: non resterà Petrachi, non resteranno altri dirigenti, ragionando da imprenditore Friedkin dice giustamente “io porto gli uomini miei”. Anche perché quello che ci sono ora non è che stiano facendo benissimo nella Roma”

 

“Capello mi andrebbe anche bene come dirigente. Io al momento mi giro in Tribuna e vedo il vuoto: vorrei vedere figure che mi facciano stare tranquillo. Mi piacerebbe vedere Boniek, Voeller. Parliamo di gente che conosce l’ambiente, che ha esperienza internazionale. Dovremmo avere figuri forti anche come biglietto da visita per i giocatori che vengono a giocare qui. Il calciatore quando viene a Trigoria e vede uno come Boniek o come Voeller, capisce subito dove è arrivato. Se non conosci la storia, le tue origini, fai fatica. Questo un po’ è mancato con questi dirigenti. Io sento spesso fare i nomi di Totti e De Rossi: io spero che Daniele faccia il suo percorso da allenatore e non da dirigente nella Roma. Lo vedo come un ragazzo che farà il suo percorso a Coverciano e non nelle giovanili giallorosse. Io lo vedo già pronto per alti livelli: nelle giovanili c’è già il papà, ma per lui sarebbe riduttivo secondo me. Non è detto poi che dalla Primavera arrivi in prima squadra: io spero davvero che vada allenare in altre parti. Vedo più Totti dentro Trigoria. Vorrei dare più spazio anche a Bruno Conti nel settore giovanile, settore che nell’era americana è un po’ mancato: ora non so quanti giocatori sono usciti. Noi parliamo dei due Pellegrini, di Florenzi, ma questa era la gestione vecchia di Bruno Conti. Ora non esce più nessuno”

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