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In merito al numero dei tamponi effettuati, Vespa, rivolgendosi al sottosegretario Zampa, ha fatto un ragionamento lineare e ben preciso. “Ci dicono sempre nuovi casi – ha affermato il padrone di casa nel suo intervento – Però noi sappiamo che quando vanno a fare il tampone, e sono tanti che vanno a fare anche il secondo e il terzo, danno loro di nuovo il modulo come la prima volta. Ho il sospetto che quello sia considerato ogni volta un nuovo caso”.

Detto altrimenti, per Vespa sarebbe più corretto diversificare la modulistica per evitare di inserire nelle statistiche i risultati di possibili tamponi multipli effettuati dalla stessa persona. Risultati, va da sé, che appesantirebbero i bilanci giornalieri. Nel caso, infatti, in cui una persona dovesse avere più tamponi positivi, tutti questi verrebbero conteggiati nelle statistiche come nuovi casi o no? Dubbio più che legittimo, quello sollevato dal conduttore, che non ha però ricevuto alcuna risposta dettagliata.

Zampa ha dato una risposta generica e fuorviante: “Non ci sarà più come le ho detto perché il tampone d’ora in avanti è uno, a meno che una persona non ritorni dopo un mese per via di un sospetto. Ma la questione del doppio tampone è risolta”. Il fatto è che non si capisce a cosa si riferisce il sottosegretario quando dice che “non ci sarà più”.

Nessun chiarimento

Ma al di là di questo, la risposta non ha centrato minimamente il tema avanzato da Vespa, che ha rincarato la dose facendo notare che a volte “ci sono due tamponi positivi“. Zampa ha cambiato discorso parlando delle procedure burocratiche sul tracciamento dei contagi e dei contatti.

In attesa di capire il corretto funzionamento del conteggio dei nuovi casi è lecito fare delle ipotesi. Se Vespa dovesse aver centrato il punto, allora ci troveremo di fronte a una vera e propria assurdità, con numeri gonfiati e dati sballati.

Prendiamo l’esempio di una persona positiva. La prima volta viene contata come un nuovo caso. In un secondo momento a quel paziente dovrà essere rifatto un nuovo tampone per constatare la sua guarigione. Ma se anche il secondo tampone dovesse risultare positivo, a quel punto il nostro malato non dovrebbe essere contato come “nuovo positivo”. Altrimenti rientrerebbe per due volte all’interno delle statistiche.

Facciamo un altro esempio. Prendiamo Zlatan Ibrahimovic, calciatore del Milan risultato positivo lo scorso 24 settembre e guarito il 9 ottobre. Qualora l’attaccante svedese si fosse sottoposto a un tampone al giorno, in questo caso una persona positiva sarebbe stata calcolata come ben dodici persone positive. Al termine della trasmissione nessuno è riuscito a chiarire nel merito il quesito del conduttore.

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