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Guendalina Tavassi vittima di revenge porn. La showgirl, ex concorrente del Grande Fratello, che conta 1 milione di followers su Instagram ha denunciato alla Polizia postale il furto del suo iCloud dove erano conservati video intimi girati con il marito.

Uno di questi filmati è già finito sul portale Pornhub e circola nei gruppi Telegram e Whatsapp. A raccontarlo è la stessa Tavassi tra le lacrime: «Ragazzi, abbiamo appena scoperto io e Umberto che hanno rubato il mio iCloud e hanno rubato delle cose private, cose mie personali fatte con mio marito e adesso chiunque sta divulgando questi video, li sta salvando. Può succedere a tutti di fare dei video, ma sono cose mie personali. Chiunque abbia divulgato questi video verrà denunciato. Anche solo condividerlo su Whatsapp è un reato».

La showgirl mostra la denuncia nelle sue storie su Instagram: «Per favore ragazzi, aiutatemi!  Sono una mamma, ho dei figli, un marito e queste cose sono private, queste cose succedono troppo spesso e a volte sono finite anche male. Queste cose  rovinano la vita delle persone, io sono forte ma sono una persona. E’ una cosa orribile quello che mi stanno facendo».

Tanti i messaggi di solidarietà arrivati alla showgirl: dall’attrice Flora Canto che scrive: «A chiunque arrivi il video su Whatsapp vi prego di cancellarlo, perché dietro alla sua esuberanza c’è una donna ferita e una mamma. Quindi da donna vi chiedo di aiutarla e di rispettarla». Mentre Valerio Scanu ribadisce: «Siamo civili, chiunque riceva questi video ne faccia segnalazione e li cancelli».

Cosa dice la legge

La legge sul Revenge porn venne approvata dal Parlamento italiano in seguito alla morte di Tiziana Cantone, la 31enne di Mugnano che si uccise nel settembre del 2016. La ragazza, dopo aver subito una gogna sul web con la diffusione di alcuni video privati sulla piattaforma internet, e dopo aver cercato giustizia con svariate denunce, tutte archiaviate dopo la sua morte, scelse di togliersi la vita. Ancora oggi non si conosce il nome della persona che li ha inseriti online.

La legge stabilisce che chi invia, consegna, cede, pubblica o diffonde on line contenuti sessualmente espliciti, destinati a rimanere privati, è punito con la reclusione da uno a sei anni e una multa da 5mila a 15mila euro.

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