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Ha iniziato sedendosi per terra scioperando dal suo impegno scolastico ogni venerdì dopo aver visto un documentario sui danni della plastica agli animali e all’ambiente: è praticamente caduta in depressione. Poco dopo ha convinto i suoi genitori a diventare vegani, come lei.

Sono migliaia i ragazzi che la seguono, sono migliaia le persone hanno sfilato il 15 Marzo per “Global Strike For Future”: 1325 eventi in 98 paesi, compresa l’Italia ma quanti hanno veramente capito la vera battaglia che sta conducendo?

LA VITA ECOLOGICA E’ UNA VITA VEGANA:

Diventata donna dell’anno in Svezia ha dichiarato nella sua conferenza durante il TED (Technology Entertainment Design):

“Nessuno di noi agisce davvero come se fossimo nel pieno di una crisi. Persino la maggior parte dei climatologi e dei politici impegnati sul fronte ambientale, svolazzano in aereo e continuano a mangiare carne e latticini”

Secondo Greta nessun ambientalista può essere onnivoro, non più. Infatti secondo i dati ISPRA (Istituto per la protezione e la ricerca ambientale) che verranno presentati domani a Roma: ” il sistema di produzione di carne e latticini è il secondo fattore di maggior inquinamento sul nostro pianeta sia in modo diretto a causa delle emissioni degli animali, sia in modo indiretto per i disboscamenti per far posto a terre agricole coltivate a soia e mais per nutrirli”

Sembra complicato quindi sentirsi ecologisti sotto la doccia, chiudendo l’acqua mentre ci si insapona, quando per produrre un solo hamburger viene utilizzata la stessa quantità di acqua che in una famiglia africana media si consuma in un anno.

IL RISCALDAMENTO DOMESTICO:

Anche per il riscaldamento domestico e per internet vale lo stesso discorso: Farne a meno. L’azione è il punto cardine della scelta di Greta nella sua volontà di raccontare al mondo che non ci stiamo accorgendo di qualcosa di molto chiaro ed evidente anche nella vita di tutti i giorni (quando a Febbraio andiamo in giro con la felpa leggera invece che con il cappotto, per esempio o accendiamo i riscaldamenti “a palla”). Agire è l’unico modo per vedere un futuro, sostiene la ragazza, che non crede affatto in una sorta di “malvagità” di base degli uomini e delle donne che abitano il pianeta, bensì vede una mancanza di consapevolezza e informazione.

LA SILICON VALLEY:

Sulla Silicon Valley ed Internet Invece il messaggio di Greta è più soft, per non dire afono. I più maligni diranno che senza internet e qualche entratura “di peso” difficilmente la ragazza avrebbe potuto avere un risalto mediatico così alto e spesso costruito ad arte, arrivando addirittura ed essere proposta per il Nobel per la Pace

La Silicon Valley, esempio di virtuosismo dell’industria globale, è il luogo al mondo che inquina di più sul pianeta con un impronta ecologica vicina al 6. Come affermato dal Giurista Ugo Mattei durate il G7 di Taormina

“Il dramma è che tutti i leader (ecologicamente analfabeti) del G7 indicano la Silicon Valley, che ha un’impronta ecologica vicina al 6 (nonostante le Tesla) come il miglior mondo possibile per tutti. Non è solo Trump a non rendersi conto che se tutti vivessimo come a Cupertino ci vorrebbero 6 pianeti per sopravvivere e non solo 1.5 come oggi!”

Insomma come per la doccia, ha poco senso non stampare una mail per salvare un albero se la nostra connessione ad Internet inquina così tanto.

L’OPERAZIONE MEDIATICA:

Chi si occupa di comunicazione lo sa,un operazione mediatica del genere ha bisogno di un apparato ingente. Tecnici, cameramen, regia, esperti, tanti soldi, 950 giornalisti, 110 TV, entrature, copertura quotidiana su tutti i TG del pianeta, Davos, Parlamento Europeo, ONU. Battaglia comunque meritoria.

Un’operazione così potente ha, però, bisogno di mezzi ingenti e di essere orchestrata ai massimi livelli. Per ora sono in possesso di tali mezzi solo coloro che dell’inquinamento planetario, di terra, mare, città e aria, sono gli autori. Tutto qui. I potenti, perché questa è roba loro, pongono il problema. Si chiama Shock economy. A breve porranno la soluzione. Magari un’ industria di cibo Vegano targata Greta?

CHE FARE?

Rinunciare al riscaldamento, ad internet, alla nostra alimentazione e dieta mediterranea oppure continuare a consumare il pianeta? E tutte le persone che oggi lavorano grazie alle industrie attualmente  presenti che fine faranno?

Come al solito i costi sociali sembrano sempre scaricarsi sui più deboli. Mentre quei “potenti” tra cui ci sono i 26 posseggono più dei 3,7 miliardi più poveri non dovranno subire alcun trauma. ( che posi sono gli stessi che hanno ucciso Sankara e altri ventidue capi africani, per limitarne  l’indipendenza. O il perdurare della dipendenza da loro)

Una cosa va detta: Il Pianeta Terra non ha bisogno di noi. Siamo noi ad avere bisogno di lui. Per rispettarlo non c’è bisogno di essere dei Nazi-Vegani. C’è semplicemente bisogno di una trasizione ecologica. La stessa che hanno chiesto le Giubbe Gialle a Macron durante le loro proteste.  Ovvero di un grande “Piano Marshall” sull’ ecologia, proposto già da alcuni leader politici. Una su tutte Alexandria Ocasio Cortez che propone un Green New Deal planetario per coniugare esigenze ecologiche con le più concrete esigenze lavorative e di sopravvivenza delle Persone.

LA BAMBINA CON L’IMPERMEABILE GIALLO:

Curiosità: L’operazione mediatica della bambina con l’impermeabile giallo non è una novità. Anche qui  il Made in Italy la fa da padrone, niente di nuovo sul fronte Occidentale:

 

MAmanero

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