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Tra cambiamenti climatici, gli analfabeti funzionali e gli NoVax che affrontano il coronavirus con la mascherina, c’è un altro problema (molto più grave) che la specie umana deve risolvere: la rapida estinzione degli insetti.

Gli insetti si stanno estinguendo più rapidamente del previsto, e i ristoranti che li cucinano in Asia non c’entrano nulla.
Sono ritmi preoccupanti e la colpa è sempre la nostra: l’uomo taglia prati per farne dei pascoli, spruzza pesticidi e toglie fiori per abbellire il paesaggio con tristi colate di cemento.

Ciò che l’uomo non afferra è la reale gravità di questa estinzione di massa: secondo uno studio della Technical University di Monaco di Baviera pubblicato su Nature, rispetto a dieci anni fa, il numero di specie di insetti è calato di un terzo, sia nei paesaggi più interessati dall’attività dell’uomo, sia nelle aree – almeno su carta – più tutelate.
Sebastian Seibold è il primo ad aver guidato una ricerca in questo campo che non si concentra solo sulla perdita di biomassa (quindi il numero di morti di insetti, a prescindere dalla specie), o su una singola specie, ma che analizza il numero totale di specie che stiamo perdendo nelle aree più colpite da inquinamento, distruzione dell’habitat e cambiamenti climatici.

insettiSempre meno: sparisce un milione di insetti (2700 specie)

Lo studio tedesco ha coinvolto più di un milione di insetti (circa 2700 specie) catturati in più di 300 luoghi in giro per il Paese, e raccolti dal 2008 al 2017. I risultati dimostrano un drastico calo della biomassa in tutte le aree studiate e un crollo della biodiversità: un terzo delle specie che un tempo popolavano i prati tedeschi è sparito.

Non ne abbiamo abbastanza di tutto ciò?
L’Australia brucia e, come se non bastasse, un miliardo di animali è morto negli incendi; distruggiamo foreste per ricavare legname. Gli insetti non sono in grado di percorrere grandi distanze e sono a rischio se vivono nei prati, perché non riescono a trovare una nuova casa; quelli che hanno bisogno di un areale più ampio soffrono nelle foresteche diventano sempre più piccole.

Possiamo invertire la rotta, piantando fiori.

Piantiamo fiori! È l’unico modo che possiamo fare noi, nel piccolo, per salvare la biodiversità e gli insetti dall’estinzione totale.
Ecco quali sono le piante e i fiori più apprezzati dalle api: Facelia, Calendula, Veccia, Lupinella, Trifoglio incarnato, Trifoglio alessandrino, Trifoglio resupinato. E poi ancora: Erba medica, Coriandolo, Cumino, Finocchio annuale, Pastinaca, Aneto, Borragine, Rosmarino, Timo, Lavanda, Sulla, Girasole, Malva, Tagete, Grano saraceno, Meliloto officinale.

Federica Fiordalice

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