Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lascia palazzo Chigi per andare al Quirinale a ricevere il mandato. Roma, 28 agosto 2019. ANSA/CLAUDIO PERI
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«Da oggi non sono più Presidente del Consiglio. Torno a vestire i panni di semplice cittadino». Con un lungo post su Facebook l’ex premier Giuseppe Conte “saluta”, ringrazia per il sostegno ricevuto e lancia il suo messaggio: il suo primo da “semplice cittadino” ma comunque da “uomo politico”. «Panni che in realtà ho cercato di non dismettere mai per non perdere il contatto con una realtà fatta di grandi e piccole sofferenze, di mille sacrifici ma anche di mille speranze che scandiscono la quotidianità di ogni cittadino» prosegue Giuseppe Conte. Il messaggio è stato pubblicato a poche ore dalla sua uscita da Palazzo Chigi.

«Ho lavorato nel “Palazzo”, occupando la “poltrona” più importante. Ma tra i corridoi e gli uffici di Palazzo Chigi, anche alla fine delle giornate più dure e dopo le scelte più gravose, ho sempre avvertito l’orgoglio, l’onore e la responsabilità di rappresentare l’Italia», è l’esordio del messaggio in un profilo social del tutto nuovo in cui l’ex premier si presenta semplicemente come Giuseppe Conte, personaggio politico, foto ritratto con mascherina indossata su sfondo azzurro istituzionale (il “Palazzo” c’è comunque, anche se un po’ sfuocato). Nei suoi ultimi istanti a Palazzo Chigi l’ex premier era visibilmente emozionato, soprattutto nel momento in cui i dipendenti della Presidenza del Consiglio gli hanno tributato un lungo applauso dalle finestre che si affacciano sul cortile del palazzo. Conte ha salutato commosso e ha lasciato la sede del governo subito dopo il passaggio della campanella con il nuovo presidente del Consiglio Mario Draghi ( qui la squadra del nuovo governo e i profili dei ministri). Nella seconda parte del messaggio Conte fa una breve lezione su “buona politica” e “cattiva politica”: «È davvero necessario che ognuno di noi partecipi attivamente alla vita politica del nostro Paese e si impegni, in particolare, a distinguere la (buona) Politica, quella con la – P – maiuscola, che ha l’esclusivo obiettivo di migliorare la qualità di vita dei cittadini, dalla (cattiva) politica, intesa come mera gestione degli affari correnti volta ad assicurare la sopravvivenza di chi ne fa mestiere di vita. L’ex premier chiude poi il discorso indicando la direzione del suo futuro lavoro politico: «Insieme a tanti preziosi compagni di viaggio abbiamo contribuito a delineare un percorso a misura d’uomo, volto a rafforzare l’equità, la solidarietà, la piena sostenibilità ambientale. Il mio impegno e la mia determinazione saranno votati a proseguire questo percorso. La chiusura di un capitolo non ci impedisce di riempire fino in fondo le pagine della storia che vogliamo scrivere. Con l’Italia, per l’Italia».

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