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Nella notte tra venerdì e sabato, ignoti si sono intrufolati nella storica libreria Giufà di San Lorenzo, in Via degli Aurunci. Un fatto di cronaca che si va a sommare a quelli dello scorso mese della Pecora Elettrica, del Baraka Bistrot, e di ‘NaCosetta.

“Non c’è un filo conduttore tra la Pecora Elettrica e la chiusura della libreria del Viaggiatore. L’unico nesso che ci sembra di cogliere è la solitudine in cui veniamo lasciati dalle istituzioni. Per noi è  il terzo furto in poco più di un anno, ma noi non ci arrendiamo e vogliamo lanciare una provocazione ai nostri lettori, “Svaligiateci Voi!”

Ci raccontate la vostra storia, perché vi chiamate Giufà?

Giufà è un personaggio della tradizione orale di tutto il mediterraneo, dalla sicilia alla Turchia. Ci ha ispirato, perché parlavamo di pluralità, in Italia ha un accezione “negativa”,vuol dire “stupido”.  Abbiamo aperto nel 2015 in primavera faremo 15 anni. Con tutte le difficoltà che comporta avere una libreria a Roma. Negli ultimi anni si sono dimezzati. Siamo solo 200 a Roma.

Anche voi un po’ come noi siete una nave “corsara”, quando ti confronti con le realtà editoriali e di distribuzione, come ti difendi o come contrattacchi?

Le difficoltà sono diverse, ma sono comuni a molte librerie che siano indipendenti come noi o di catena. Hanno mali diversi, ma sono tutte malate. Non sono state chiuse solo piccole librerie, ma anche quelle di catena. I piccoli sono soli ed isolati e bisognosi di un sostegno di prossimità ed essere un punto di riferimento del Quartiere, o di una città.


 

Il male è leggere meno o comprare i libri via internet?

Il dramma di questo Paese è che si legge poco, e quindi si comprano sempre meno libri. Siamo un record Europeo negativo. Per avere dei lettori forti, bisognerebbe intervenire sulle scuole e sulle generazioni di domani. Cosa che fanno in tanti altri Paesi in Europa. Dobbiamo avere delle chiare e grandi campagne di invito alla lettura.

Le biblioteche sono vostre alleate o concorrenti?

Librerie e Biblioteche non sono concorrenti, e contribuiamo al panorama culturale della città. Siamo alleati con le biblioteche, che hanno avuto dei tagli, ma sono sovvenzionate e non hanno la difficoltà della sostenibilità economica. Sarebbe utile che lo Stato si inizi ad occupare di librerie anche in questo senso, magari con delle agevolazioni o dei progetti.

Qual è il segreto per avere una libreria di successo?

In una città uno dei piccoli , grandi antidoti che una libreria può mettere in atto è specializzarsi acquisendo un catalogo e delle competenze per accompagnare il lettore. Noi ci siamo specializzato nella “Graphic Novel” e nel fumetto. Nel tempo questo settore è cresciuto insieme a noi, ed è stato fisiologico seguirlo. Anche la narrativa contemporanea sta crescendo, ma anche lì c’è molto lavoro da fare.

Avete subito un furto nella notte tra venerdì e Sabato, ma voi non avete mollato e avete lanciato una provocazione “Svaligiateci VOI”. Ce ne parli?

In questo momento storico le librerie soffrono di solitudine. La burocrazia ci rende tutto molto difficile, dal chiedere un occupazione di suolo pubblico per organizzare un festiva ad adempiere a tutta una serie di normative spesso assurde. Noi abbiamo subito 3 furti nell’ultimo anno, per questo abbiamo voluto lanciare una provocazione a tutti i Romani. SVALIGIATECI VOI. Venite a trovarci a San Lorenzo, venite e comprate un libro. Abbiamo ricevuto tantissima solidarietà su internet, se un decimo di questa solidarietà si trasformasse in un nuovo lettore sarebbe un bel messaggio per tutti. 

PODCAST:dal minuto 12:00

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