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GIU’ LE MANI DALLE CASE POPOLARI

Laura Cartaginese, Consigliera Regionale della Lega nel Lazio, da sempre vicinissima al tema, o meglio al problema, delle case popolari, è stata ospite oggi nella trasmissione “Un caffè con” condotta da Valerio Scambelluri

La storia politica ventennale dell’On. Cartaginese, parte dalla militanza attiva, dal semplice volantinaggio al supporto operativo nelle campagne elettorali in supporto ai candidati di Forza Italia, per poi candidarsi ed essere eletta consigliere comunale a Tivoli per due mandati e candidata a sindaco nel 2014 per la coalizione di centrodestra. Eletta nelle file di Forza Italia nel 2018 sugli scranni della Pisana con quasi 10mila preferenze ha deciso, nel dicembre del 2019, anche a seguito di numerosi cambiamenti interni al suo partito, di aderire al progetto politico della Lega dopo un incontro con il leader del partito, Matteo Salvini.

Politica per vocazione da anni è impegnata in attività di volontariato sempre a servizio dei cittadini.

Nel corso della trasmissione sono intervenuti telefonicamente tanti abitanti delle case popolari oltre che alcuni amministratori laziali: Marco Bottani (consigliere comunale di Marcellina), Pasquale Marino (consigliere comunale di Civitavecchia), Graziano Di Buò (consigliere comunale di Fonte Nuova), Fabrizio Lattanzi da Subiaco e Stefano Oddo di Fratelli d’Italia dal XIV Municipio, anch’essi da sempre vicini al tema trattato nella puntata odierna

Da quando ricopre questo ruolo ha visto i miglioramenti nella gestione delle Ater?

“No, non si è fatto nulla e niente si faceva anche prima, quando seguivo da amministratore locale. Ho fatto il consigliere comunale in una città importante come Tivoli. Mi viene da pensare subito alla mancanza di manutenzione che riguarda troppe zone, dimenticate da anni. E’ un problema generale, troppo spesso risolto con la scusa della mancanza delle risorse da parte delle Ater chiamate ad intervenire”.

Ci sono 7 Ater all’interno del Lazio, procedono tutte di pari passo o ci sono differenze?

“Ho girato molto in questi luoghi. Tra l’Ater capitolina (ad esempio) e l’Ater della Provincia di Roma le differenze ci sono. Se andiamo a Civitavecchia ancora di più, lì troviamo situazioni ancora più complicate. Sono mondi completamente differenti tra loro e la differenza è enorme anche nelle risorse”.

Sono state fatte le sanificazioni durante l’emergenza legata alla diffusione del Covid-19?

“Sì, sono state fatte. Ma anche in questo non sono rimasta soddisfatta. Vede, durante l’emergenza sanitaria è stata eseguita un’opera di sanificazione in numerosi palazzi. Ma si è passati velocemente, una sola volta, all’inizio di questa brutta storia. La gente neanche se ne è accorta. La sanificazione meglio non farla se deve essere effettuata male. Anche in passato alcuni interventi costosi ed evitabili non hanno lasciato traccia, sarebbe stato meglio risparmiare in vista di lavori più sostanziosi. Purtroppo sono stati compiuti questi errori”.

Qual è l’impegno della Lega per le Ater?

“Matteo Salvini tiene molto a all’edilizia residenziale, come spesso ribadisce. L’impegno è quello di vigilare. Abbiamo degli obiettivi: lo Stato deve far arrivare risorse alla Regione che deve girarle agli Enti.

Anche dieci giorni fa l’ho ribadito di persona a Matteo Salvini quando ho avuto modo di incontrarlo: dobbiamo andare insieme all’interno di questi luoghi.

Grazie all’impegno degli amministratori e punti di riferimento della Lega in alcune zone si sono creati degli esempi virtuosi che hanno spinto le persone a responsabilizzarsi. Possiamo fare la differenza. Vedo comunque impegno da numerose realtà. In alcuni casi sono stati formati comitati con le persone più volenterose che hanno messo del loro per migliorare la zona. Esistono queste realtà e dobbiamo valorizzarle, dando voce e sostegno a chi ne fa parte. Compito di un buon amministratore è entrarci in contatto e sostenerle in ogni modo possibile”

E per il futuro? Lei che cosa prevede per questi territori abbandonati? Ci sono speranze che il Governo riesca ad interessarsi e dare così una mano?

“L’obiettivo principale deve essere solo uno: pulire e garantire decoro ovunque. Dobbiamo migliorare queste zone, nel rispetto di chi ci vive, dei loro figli che devono avere spazi verdi in cui passare il tempo in sicurezza. Molti politici si recano qui solo quando c’è il voto, poi spariscono, è la triste realtà che si ripete sempre. Ma ci sono condizioni di povertà assoluta che vanno tutelate con gli strumenti giusti, non una volta ogni 5 anni. Vivendo con loro, aiutandoli a superare le difficoltà, è possibile togliersi molte soddisfazioni e dimostrare che la politica è uno strumento a servizio delle persone, non il contrario. Ma occorre seguire sempre la situazione, non perderla mai di vista, esserci sempre. Ad esempio in pochi erano a conoscenza delle forme di aiuto per gli affitti messe in campo per l’emergenza Covid-19 e non hanno partecipato. Un buon Governo parla a tutti e non ai pochi che già hanno strumenti per cavarsela”.

So che ha aperto alcuni patronati in questi territori. Come mai?

“E’ vero. E’ anche per una promessa. Nel 2014 promisi di dare un servizio di patronato all’interno di uno di questi quartieri e ci sono riuscita. Questa gente ha bisogno di aiuto e non l’ho dimenticata. Ho scoperto che ci sono comunità dal cuore grande e sarò sempre a loro disposizione. Ora giro per i territori sposando le loro cause e cercando di dar loro una mano, è un dovere da politica e non da politicante, che nasce sul territorio e per il territorio, non conosco altro modo di svolgere il mio compito”.

Valerio Scambelluri

segui Valerio Scambelluri – informazione ed intrattenimento a 360 gradi per seguire le prossime interviste

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