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Felice Giornata Mondiale della Radio a tutti!

Il 13 febbraio si celebra la radio, il mezzo di comunicazione più bello, quello che nonostante internet e la televisione, rimane lo strumento più utilizzato per il dibattito e l’intrattenimento!

Da sempre un mezzo molto utile per l’umanità: ha reso possibile una comunicazione di tipo globale.
È un simbolo di cooperazione e condivisione sin dalle sue origini, la radio è stata in grado di resistere alla televisione prima e a internet poi, rinnovandosi in continuazione, aprendosi a nuove possibilità di libertà di espressione e di dibattito.

La radio ieri, oggi e domani!

La storia di questo magnifico strumento inizia il 23 febbraio del 1920, quando Guglielmo Marconi invia il primo messaggio radiofonico della storia; ma lo strumento era già nato nel 1895.
Nata come mezzo di comunicazione per unire le comunità, è stata utilizzata dal fascismo come mezzo di propaganda; dalla RAI come servizio alla comunità nazionale.

 

È grazie a lei che nasce il Festival di Sanremo, nel 1951; che si affermano figure importanti come Fiorello Alberto Sordi.

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La radio è molto più che informazione e intrattenimento. Ancora oggi raggiunge più persone in più luoghi rispetto a qualsiasi altro mezzo: è un ponte di comunicazione per le comunità remote, le regioni in via di sviluppo e le popolazioni vulnerabili. Spesso è l’unico collegamento con il mondo esterno, come lo è stato per quei connazionali e non che ascoltavano la radio per avere notizie del mondo esterno durante il secondo conflitto bellico.

Ancora oggi, la radio è il mass media più diffuso al mondo, in grado di raggiungere il pubblico più ampio nel minor tempo possibile.
Internet, la televisione e gli smartphone ne hanno solo esaltato le caratteristiche, abbattendo ogni barriera possibile.

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5 temi chiave sulla radio per l’Unesco

  • la libertà di espressione e la sicurezza dei giornalisti deve essere a prova di disastro: rispondere alle emergenze è più facile quando c’è libertà di espressione e i giornalisti possono fare il loro lavoro, pur rimanendo al sicuro;
  • la radio deve aiutare i sopravvissuti e le persone vulnerabili, anche nei campi per i rifugiati: il loro diritto alla riservatezza deve essere rispettato;
  • la radio ha un forte impatto sociale, fornendo informazioni: ha la capacità di aumentare la consapevolezza delle persone intorno a tematiche controverse. Di per sé, i social media giocano un ruolo importante, ma quando sono collegati a un servizio radio affidabile, il loro impatto può essere molto più efficace;
  • la radio può salvare vite: può aiutare gli ascoltatori e dà supporto ai soccorritori nei momenti di emergenza;
  • le frequenze devono essere protette: l’immediata accessibilità alle frequenze può essere vitale in momenti di urgenza di diffusione delle notizie.

Chi era Guglielmo Marconi?

Oggi è la Giornata della Radio, ma il coprotagonista di questa meravigliosa storia d’amore è Guglielmo Marconi, l’inventore della radiofonia. Senza di lui, Non è la Radio non esisterebbe.

Già all’età di vent’anni, Marconi cominciò a fare esperimenti di trasmissioni. Costruisce un segnalatore di temporali costituito da una pila, un coesore, e un campanello elettrico, che emette uno squillo in caso di fulmine.
Nel giorno della sua morte, tutte le radio mondiali fecero un minuto di silenzio, interrompendo le trasmissioni, in suo onore.

E proprio nel 2020 si celebra il centenario del primo messaggio radiofonico della storia. Grazie, Marconi!

Federica Fiordalice

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