Il premier giapponese, Yoshihide Suga
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Il Giappone rafforza le misure anti crisi e mette sul piatto altri 583 miliardi di euro (73.600 miliardi di yen): la spesa pubblica prevista ammonta a circa 30.600 miliardi di yen (243 miliardi di euro), garanzie e agevolazioni al credito per imprese e infrastrutture completano la torta.

La manovra è stata annunciata martedì 7 dicembre ed è la prima da quando Yoshihide Suga ha assunto la guida del Governo, a settembre, dopo le dimissioni di Shinzo Abe. Suga ha detto di aspettarsi una spinta al Pil del 3,6% da questi interventi, senza specificare però in quanto tempo. Tokyo arriva così al terzo pacchetto straordinario di sostegno dell’economia in pochi mesi, dopo i due varati ad aprile e maggio. Nel nuovo mix, grande attenzione è rivolta a clima e tecnologie digitali, due delle priorità dell’Esecutivo, che si è impegnato ad azzerare le emissioni nette di anidride carbonica entro il 2050.

Parte delle risorse saranno destinate a finanziare il piano di vaccinazione nazionale. Oltre a misure per le piccole imprese che fanno fatica a finanziarsi, vengono aumentati i finanziamenti per strutture mediche e case per anziani e sono previsti bonus in contanti per famiglie monogenitoriali. «Questo pacchetto – ha detto Suga – proteggerà le vite e il sostentamento delle persone. Difenderà l’occupazione, sosterrà le imprese, guiderà la ripresa e aprirà la strada a scoperte nelle tecnologie verdi e nel digitale». Un fondo da 2mila miliardi viene istituto per sviluppare tecnologie sostenibili, come batterie di nuova generazione e combustibile a idrogeno.

Mentre le manovre precedenti si concentravano sul sostegno emergenziale ai redditi delle imprese e individui, quella appena annunciata è rivolta principalmente agli investimenti e alla ricostruzione post-pandemica. Gli interventi di spesa varati dal Governo (i 30.600 miliardi di yen appena annunciati e i 57.600 miliardi tra aprile e maggio) raggiungono così il 17% del Pil.

Nel terzo trimestre dell’anno, l’economia del Giappone è cresciuta del 5,3% rispetto ai tre mesi precedenti, superando ampiamente le aspettative degli analisti. Tra aprile e giugno, era crollata dell’8,2%. La terza ondata di contagi rischia però di rallentare la ripresa nell’ultima parte dell’anno. Il Fondo monetario internazionale prevede che il Pil si contrarrà del 5,3% nel 2020 e crescerà del 2,3% nel 2021. Sempre secondo l’Fmi, il debito pubblico viaggia verso il 266% del Pil.

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