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Nell’immaginario collettivo lo ricordiamo sugli spalti del Delle Alpi, a sostenere la sua amata Juventus per la quale dichiarava: “considero di essere stato per il passato… non mi piace la parola “mecenate”, infine un supporter della Juventus che ha avuto la possibilità d’aiutarla”. 

Gianni, è stato, però, anche uno dei più grandi uomini politici italiani. Il primo incarico di natura pubblica lo ricevette nel 1961 quando, in occasione dei festeggiamenti per il primo centenario dell’unità d’Italia, fu nominato Presidente dell’Esposizione internazionale del lavoro. All’inizio del 1976 l’allora segretario del Partito Repubblicano Italiano Ugo La Malfa offrì a Gianni Agnelli una candidatura nelle liste del partito per le elezioni politiche che si sarebbero svolte in giugno e a un primo momento parve che Gianni Agnelli avesse una certa intenzione di aderire alla proposta, ma poi declinò l’invito, avendo nel frattempo il fratello Umberto accettata la candidatura nella DC. Altra ulteriore dimostrazione di stile.

Oltre la politica, un Passato Militare subito dopo il liceo e la Laurea in Legge all’Univeristà di Torino.

Ma vera la fortuna di Agnelli sono stati i suoi nobili natali: Figlio di Edoardo Agnelli e di Virginia Bourbon del Monte dei Principi di San Faustino. Nipote per parte di Madre di George Washington Campbell (sottosegretario al Tesoro dei nascenti Stati uniti d’America) e trisnipote di Vittorio Emanuele Camillo IX Massimo, II principe di Arsoli.

Vittorio Emanuele Camillo, a sua volta può vantare tra i suoi antenati addirittura un imperatore del Sacro Romano impero, Giuseppe I d’Asburgo (Vienna26 luglio 1678 – Vienna17 aprile 1711), nonché Re di Ungheria e Boemia e Arciduca d’Austria.

Insomma, per incidere nella politica internazionale e nell’industria avere tra i propri avi un Imperatore del Sacro Romano Impero torna sempre molto utile.

 

 

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