D-Wave 2X, il precedente computer quantistico di Google
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In un documento pubblicato (e poi misteriosamente scomparso) sul blog di Mountain View veniva raccontato un esperimento che dimostrava come un computer quantistico creato dalla società avrebbe risolto per la prima volta un problema di calcolo che il più potente computer esistente oggi al mondo impiegherebbe 10.000 anni per risolvere.

Ma cosa vuol dire? 

A darne la notiza per primo è stato il Financial Times che è riuscito a salvare e pubblicare il documento prima che venisse rimosso dal sito della NASA (a dimostrare come poi questi giganti del web non siano del tutto scollegati da grandi apparati militari statali).

I computer quantistici lavorano in modo differente dai computer tradizionali: i secondi lavorano grazie ai bit, ovvero due stati che sono 0 oppure 1, in logica binaria.

I primi invece lavorano con i qubit, ovvero l’unità di informazione quantistica, capaci di assumere più valori contemporaneamente. Per questo un computer quantistico ha “margini di potenza” estremamente più alti di un PC tradizionale.

Con supremazia quantistica s’intende la capacità di un computer quantistico di risolvere un problema di cui un (super)computer tradizionale non può occuparsi in un intervallo di tempo ragionevole. Insomma, Google avrebbe dimostrato per la prima volta che un computer quantistico è superiore a uno tradizionale, o quantomeno è sulla strada per diventarlo.

Intervista di Raffaele Mauro, managing director di Endeavor Italia  su AGI

Intervistato dall’ AGI Raffaele Mauro ci fornisce un esempio pratico per capire cosa sia un computer quantistico: immaginate di cercare la parola ‘quantistico’ in un documento. Anche se non ce ne accorgiamo, il computer classico procede riga per riga a cercare quella parola. E la trova un numero x di volte in un’unità di tempo. Il computer quantistico è come se avesse davanti tutte le pagine del documento contemporaneamente, su ‘strati’ diversi, riducendo di molto i tempi di risoluzione dell’operazione richiesta. Questa capacità, che può risultare non fondamentale nella ricerca di una parola nel testo, può esserlo se il problema da risolvere è molto più grande. Come il calcolo risolto dal computer di Google.

Italia Paese all’Avanguardia: 

“Stati Uniti, Cina e Europa hanno già da qualche anno cominciato a creare delle istituzioni dedicate al quantum computing. E l’Italia sta facendo la sua parte: “Il nostro paese in questo momento ha molti svantaggi, ma note di primo livello: una scuola di fisica molto buona, con il primo centro italiano di quantum computing creato dalla collaborazione tra ICPT, Sissa e Università di Trieste, oppure le ricerche condotte da alcuni ricercatori del Cnr di Milano. Ma anche manager di primo livello, come Simone Severini che è il capo del Quantum computing di Amazon”, conclude Raffaele Mauro.

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