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La danza delle panchine della serie A è ufficialmente partita, l’effetto domino che si scatenerà da qui ai prossimi giorni rischia di far saltare tutte le gerarchie che abbiamo conosciuto in questi anni di campionato.
Il primo a salutare la casa madre è Rino Gattuso, che rescinderà il contratto con il Milan per un addio consensuale che sa di fallimento del progetto. Se all’addio dell’ex Campione del Mondo uniamo quello di Leonardo – prossimo dimissionario – beh capiamo che qualcosa, nella Milano rossonera, non ha funzionato. Al di là della mancata qualificazione Champions che, secondo Gattuso, nessuno in società gli aveva chiesto come obiettivo indispensabile. Si parla di mercato di basso livello e di prospettive tutt’altro che migliorate per la prossima stagione, un azzardo troppo grande per un allenatore già messo ampiamente in discussione durante questo campionato.
Saltato il primo trono, inizieranno a sistemarsi tutti gli altri.

Per me Inzaghi resta a Roma ma per qualcuno l’erba del vicino è sempre più verde”. Musica e parole di Claudio Lotito, che in questi giorni sta provando – un po’ tardivamente, va detto – a sanare i dissidi aperti la scorsa estate con il suo allenatore. Sulla scrivania di Formello, Inzaghi ha trovato una prosposta di rinnovo triennale con ingaggio raddoppiato ma, il problema, non è legato ai soldi. Chiede giocatori, Inzaghi, quei giocatori che mancano per potersi realmente dire una pretendente ai primi quattro posti in classifica. E di quei giocatori, ne servono tanti, almeno 6-7. Evidentemente troppi per il presidente Lotito che, a questo punto, deve a tutti i costi chiudere la questione nel giro di pochi giorni.


Che la panchina di San Siro si liberi proprio per l’ex Campione d’Italia del 2000 con la Lazio? La dimensione del Milan attuale – una medio grande con un’incredibile fame di risorgere – sembra essere quella perfetta per Simone, e si giura che i contatti con i rossoneri proseguano già da diversi giorni. L’altra parte di Milano aspetta Antonio Conte, che con il Chelsea si è lasciato in malomodo – vincendo la causa milionaria sulla questione buonuscita – e che saluterà Spalletti senza troppi rimpianti. La Champions è arrivata, anche quest’anno in extremis, ma la nuova gestione Marotta non potrà prescindere da un grandissimo allenatore – soprattutto dal punto di vista della gestione del gruppo, ambito nel quale l’ex allenatore della Roma ha dimostrato più volte di avere qualche difficoltà.

A proposito di Roma. La traumatica fine dell’era Totti – De Rossi comporterà un radicale cambio di strategia, oltre a portare con sé l’ennesima rivoluzione americana. Senza Champions League e con la prospettiva di andarsi a giocare a luglio i preliminari di Europa League – al netto della possibile esclusione causa fair play finanziario del Milan – la stagione giallorossa partirà molto presto e non c’è tempo da perdere. Per prendere il posto di Claudio Ranieri, che ha già salutato tra le lacrime, il favorito resta Gianpiero Gasperini anche se la chiusura di stagione trionfale dell’Atalanta, terza in classifica e con la Champions in mano, potrebbe imporre altre riflessioni. Il tecnico dei bergamaschi incontrerà il presidente Percassi nelle prossime ore per capire quali saranno le streategie future: qualche big partirà ma l’ossatura della squadra non sarà smontata, per giocarsi al meglio una partecipazione storica in Europa. Se dovesse saltare Gasperini (con di Francesco dato tra i favori per sostituirlo a Bergamo), la Roma potrebbe spostarsi su De Zerbi, Giampaolo o Sarri che – però – continua a essere al centro dei pensieri della Juventus.

Andrea Agnelli, secondo quanto riporta Sky Sport, sembra aver scelto l’ex Napoli per prendere il posto di Allegri anche se non sono da escludere sorprese in salsa Champions (Pochettino e Klopp si giocheranno la finale di Madrid il primo giugno e, chissà, anche la panchina juventina….).

L’estate non è ancora arrivata, meteorologicamente ancora di meno, eppure il mercato sembra già esploso: il periodo più noioso dell’anno calcistico per alcuni, il più appassionante per altri, inizia già a sparare i primi colpi puntando alle panchine dei top club del nostro campionato.

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