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“Friday for Future” solo una delle ultime tappe dopo una settimana di conferenze ed informazione. Così, la Germania ed in particolare Dresda si tengono aggiornate e si fanno sentire dalla politica tedesca. Un chiaro segnale per il summit globale dell’Onu sul clima che si terrà dal 2 Dicembre a Madrid.

SETTIMANA SUL CLIMA: “KLIMAWOCHE”.

Come già accennato, venerdì 29 novembre, è stato solamente l’epilogo di una settimana piena di conferenze, concentrate soprattutto intorno alle università. Ma, questo tema non è solo sentito dagli studenti. Tant’è vero che durante le lezioni, i professori toccavano temi ambientalisti, aprendo a volte discussioni e dibattiti con i partecipanti. Non contava che materia insegnassero, contava stimolare la sensibilità degli studenti. Poi, esattamente, nell’università TU Dresden si poteva essere aggiornati della situazione ambientale. Infatti, davanti e dentro l’aula magna (Hörsaalzentrum), conferenze di scienziati e banchetti informativi prendevano colore (verde in questo caso).  Ma l’informazione sulla situazione attuale necessita di una domanda chiara: “Come si può affrontare?”. Risposta che è semplice, che tutti conoscono, ma così difficile da attuare: Cambiare stile di vita.

“Friday For Future”: Dresda.

Ore 12: inizia il tutto con un pre-corteo di studenti universitari (ma non solo) dall’università fino al theaterplaz, dove ad aspettare c’erano altri manifestanti radunati per le 13. Dalla splendida piazza dell’Opera di Dresda (Semperoper), il corteo si è mosso per tutta la città vecchia e per le vie principali della città fermando il traffico diurno, per poi tornare al punto di partenza dopo un paio d’ore. La manifestazione era circondata da bambini che giocavano e ballavano insieme agli adulti. Ovviamente, i primi della fila erano i 14-16enni che armonizzavano il tutto con danze a suon di Tekno. Nessuno aveva stemmi di partito, nessuno inquinava e tutti erano per un futuro più pulito.
L’atto più sorprendente è stata la fine del corteo, dove si sono ringraziate le forze dell’ordine che hanno camminato insieme ai manifestanti, come per dire che la sicurezza e la libertà di parola si univano in armonia.

Dopo il “Friday for future”?

Il venerdì del futuro non è stato solo l’epilogo: “Ma oltre a questo? Poi le persone non si adoperano nel loro piccolo?”. Domande infondate quando si parla del popolo tedesco.
Infatti, la praticità nell’incontro di interessi e nell’organizzazione di essi, ha sempre contraddistinto la Germania dagli altri paesi. Non solo il partito dei “Grünen” ha contribuito ad abbracciare temi ambientalisti, ma anche il comportamento degli stessi cittadini nei confronti dell’ambiente circostante. Non solo le politiche sono ecologiste, ma anche l’attitudine dei tedeschi a sacrificare dei piaceri per il bene collettivo.
Non a caso le piste ciclabili sono l’esempio perfetto: nelle varie città tedesche queste sono ben distribuite, ma al tempo stesso c’è la maggior parte dei cittadini che ne usufruiscono. Non è solo la politica dei “piani alti” ad agire ma anche la base della piramide.

Conclusioni.

La differenza tra Italia e Germania si sente in ogni dove ormai, spesso in senso dispregiativo (vedi l’articolo di Claudia Comandini).
Ma non è il confronto tra tesi ed antitesi che fa l’evoluzione della conoscenza?
Le domande a questo tema sono molte ma mi limiterei a darne due:
La polizia in queste dimostrazioni accompagna i manifestanti non solo in auto ma anche a piedi. In Italia non è sempre vista con buon occhio la sicurezza della manifestazione con la libera espressione. Sono queste due armonicamente accomunabili?
Perché non si copia l’attitudine tedesca nel continuare nel piccolo le battaglie? Non è solo la politica a cambiare ma anche i cittadini. E si sa questo? Infondo: “[…] Ma il mondo non cambia spesso. Allora la tua vera Rivoluzione sarà cambiare te stesso” (cit. “Vivere la vita”, Mannarino). Come si può cambiare per far unire l’interesse personale con l’interesse collettivo?
Risposte a voi.

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