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Sedi digitali: l’idea di un gruppo di attivisti diventa realtà con il tour ‘La Base incontra Rousseau’

A smentire quello che si è sempre pensato e detto, almeno dalle malelingue, ovvero che la piattaforma del Movimento 5 Stelle sia, apparentemente, un luogo segreto da dove diffondere scelte già fatte da “qualcuno” spacciandole per una democratica volontà popolare, sabato e domenica ci sarà un incontro digitale di avvicinamento tra Rousseau e gli attivisti a 5 stelle.

Ideatrice dell’iniziativa Francesca De Vito, Consigliere pentastellata della Regione Lazio.

Il prossimo week end, insieme a Casaleggio, parteciperà ad un evento di cui è l’ideatrice, le “sedi digitali” , come nasce l’Idea?

Da sempre la mia azione politica è volta al supporto dei nostri attivisti sui territori, se si perdono loro non si arriva ad ottenere il consenso necessario per restare una forza importante in ogni Istituzione. L’idea delle “sedi digitali”  prende luce dopo le ultime elezioni di settembre con la nascita di un gruppo di attivisti chiamato “Parola agli Attivisti”  che ha lavorato sul progetto di creazione di uno spazio digitale dove coordinarci e lavorare in sinergia tra attivisti e iscritti alla piattaforma Rousseau. Con l’ausilio di Enrica Sabatini, Socia dell’associazione Rousseau, l’idea confluisce nel progetto “La base incontra Rousseau” diventato un tour a tappe, che toccherà ogni regione, con l’intento di creare e  progettare  quelle sedi digitali territoriali e tematiche tanto richieste dai territori.

Perchè l’idea di “sedi digitali”?

Potrebbe sembrare un ritorno al passato ed invece è un passo verso il futuro. Le sedi digitali non vanno a sostituire quelle fisiche ma le affiancano leggendo le esigenze del tempo che viviamo, quello della digitalizzazione e della socialità in rete, il luogo in cui noi siamo nati precorrendo i tempi. Le sedi digitali vogliono essere un collante tra gli iscritti e i gruppi territoriali, faciliteranno la visibilità e l’espansione del concetto di politica dal basso. Gli attivisti, la grande risorsa del Movimento 5 Stelle continueranno a presidiare i territori, ad essere sentinelle ma devono essere messi nelle condizioni di proporre idee, condividerle, valutarle ed elaborare proposte e progetti per il futuro del Paese. Un modo questo che dà seguito all’idea di democrazia diretta, è lo strumento pensato da Gianroberto Casaleggio per provare a realizzare un’utopia. Il progetto “La Base incontra Rousseau” è un’opportunità per costruire, insieme, la “Casa digitale degli attivisti” ed essere visibili sui territori.

Quale possono essere i vantaggi e le nuove opportunità ?

Le sedi digitali territoriali e tematiche possono essere un valido elemento di supporto e possono rappresentare l’attuazione della trasformazione politica portata avanti dal Movimento ovvero essere un luogo di partecipazione, di trasparenza, di relazioni, di messa a fattor comune dell’intelligenza  collettiva e delle opportunità di crescita.  Una volta definite le sedi digitali, potrà essere predisposta una mappatura di tutti i comuni dove esistono i gruppi locali legati al MoVimento 5 Stelle, e dove non siano presenti, fare di tutto per crearli. Sarà uno spazio digitale comune per rendere visibili le iniziative locali e il lavoro dei gruppi, dove fare rete a tutti i livelli, locali, regionali e nazionali, dove poter archiviare gli atti amministrativi, creare uno sportello informativo per i cittadini che presentino richieste e proposte o semplicemente fare due chiacchiere. Una mappa interattiva insomma, dove tutti possano cercare e contattare la sede digitale del MoVimento più vicina ed attuare finalmente il principio della “piramide rovesciata” dove il ruolo di vertice venga assegnato agli attivisti

Veniamo ai problemi del presente, siamo nuovamente in emergenza pandemica, secondo lei sta andando tutto bene o si poteva gestire meglio?

Le rispondo da consigliera Regionale, sicuramente in situazioni emergenziali ogni azione è migliorabile e perfettibile ma per ottenere il risultato migliore si dovrebbe lavorare in sinergia nell’interesse dei cittadini. In Regione Lazio, ad oggi, noi consiglieri non abbiamo contezza del lavoro e dello stato di quanto si stia  facendo.

L’assessore alla Sanità non viene a relazionarci se non dopo precise sollecitazioni come ad esempio, le nostre interrogazioni. Nel territorio laziale ci sono strutture che vengono riconvertite a Covid eliminando reparti necessari al normale svolgimento delle operazioni sanitarie di base, lasciando i cittadini in difficoltà. Ci sono zone come la Valle dell’Aniene dove hanno aspettato settimane prima che finalmente venisse aperto un drive-in dove effettuare tamponi ad evitare che i residenti percorressero più di 40 chilometri per raggiungere strutture pubbliche.

Insomma, diciamo che se la prima volta vieni colto di sorpresa, la seconda dovresti cercare di essere preparato ma sembra che nel Lazio pianificazione e programmazione siano termini non proprio di casa per tutti.

Si prevede una terza ondata, lei cosa pensa al riguardo ?

Sicuramente non è possibile escludere che ciò accada, ma molto dipende anche dai nostri comportamenti, dal nostro senso di responsabilità. Ricordiamoci che non parliamo solo di aspetto sanitario ma anche di tutti quei comparti che stanno vivendo una crisi economica di riflesso. Imprese, commercianti, artigiani, liberi professionisti, lavoratori stagionali, tanto per citare solo alcune categorie, stanno soffrendo ormai da mesi.

E’ necessario cercare di uscire il prima possibile da questa situazione ma nel frattempo è anche fondamentale riuscire a convogliare tutte le risorse economiche disponibili verso coloro che vivono la crisi.

Siamo in periodo di bilancio, a cominciare dai lavori della commissione prima di approdare in aula per l’approvazione. quali sono, in questo momento, le sue indicazioni?

Ciò che mi vede maggiormente coinvolta è la tutela dell’artigianato artistico e di tutte quelle botteghe che con difficoltà, riescono a difendere e tramandare la nostra cultura. Nei loro confronti si è fatto molto poco, malgrado si continui a parlare della tutela del Made in Italy. Se non si comincia dagli artigiani non credo che resti molto da tutelare.

Anche verso i piccoli comuni le risorse messe a disposizione sono molto scarse. Con la mia legge, approvata lo scorso agosto, ho voluto puntare l’attenzione sui 254 comuni del Lazio con meno di 5000 abitanti, ma se un testo poi non viene finanziato, resta lettera morta.

Valerio Scambelluri

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