Forza Italia: riformare il codice degli appalti per sbloccare le infrastrutture. La proposta tra pochi giorni in Parlamento

l gruppo parlamentare degli azzurri ha preparato un progetto a favore delle grandi opere, elencando nel dettaglio tutti i lavori pubblici che sono rimasti incompiuti in Italia. L'obiettivo è uno snellimento burocratico per togliere il Paese dall'immobilismo infrastrutturale.

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Forza Italia parte dalla dalla riforma del codice degli appalti, e stila un manifesto a favore delle infrastrutture, “Contro i ‘terminator’ delle opere pubbliche”. La proposta è stata presentata la scorsa settimana in una conferenza stampa alla Camera dei deputati, e sarà presto sottoposta all’attenzione del  Parlamento. Non solo Tav, ma 28 grandi opere  del costo di 100 milioni ciascuna in  attesa di essere completate, e oltre 600 opere ‘minori’ che ricadono sull’economia con 125 miliardi in perdita.

Si va da Nord a sud, tra alta velocità interna al Paese e progetti autostradali. “I cantieri piccoli nei comuni non stanno affatto riaprendo, è necessario smentire questa bugia – spiega l’onorevole Alessandro Cattaneo, responsabile delle infrastrutture in commissione -:  una stazione appaltante di un piccolo comune ha 5 livelli di controllo: il ricorso al Tar, il ricorso al consiglio di Stato, alla Corte dei conti, l’Anac come controllo preventivo, e per finire l’agente provocatore.  C’è la paralisi dei nostri  uffici”.

(da sinistra: On. Giorgio Mulè, On. Alessandro Cattaneo, On. Maria Stella Gelmini)

La riforma del codice degli appalti secondo gli azzurri si deve articolare nel superamento di tutto ciò che inibisce il lavoro dei sindaci in tema di sviluppo, e quindi: l’eccessiva lunghezza e oscurità del testo, l’allungamento dei procedimenti, lo spreco di risorse pubbliche, la paralisi dei lavori, dei servizi e delle forniture, la proliferazione del contenzioso, e le conseguenti incertezze che si tramutano in danni per i cittadini.

Il 24 gennaio – si legge nel comunicato stampa  – la Commissione Europea ha messo in mora l’Italia e gli altri Paesi nel primo step della procedura d’infrazione, evidenziando che il nostro codice appalti viola la normativa europea di settore sotto diversi aspetti”.

Non smetteremo mai di dare battaglia, siamo l’unica forza politica che da sempre si batte per le infrastrutture  – conclude il capogruppo alla Camera Maria Stella Gelminiricordo che, anche se adesso la sinistra si dice a favore della Tav, in passato, molti gruppi ambientalisti che hanno bloccato lo sviluppo in Italia hanno sempre avuto la copertura della sinistra. Questo Paese corre veloce solo verso la decrescita grazie a Di Maio e Toninelli“.

Lara Morano

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