Il governo Conte, su supporto deciso della La Lega, ha posto come obiettivo l’introduzione della flat tax.

La proposta è di portare la flat tax al 15% sui redditi familiari fino a 50.000 euro e perciò non del singolo contribuente. Il costo stimato dal Ministro dell’Economia Tria è di 13 miliardi. La Lega avanza questa proposta, ma il M5S sottolinea come però la flat tax debba pensare più al ceto medio, prendendo perciò come esempio il quoziente familiare del modello francese. Quest’ultimo, calcolato però, come proposta della Lega, al reddito complessivo del nucleo, con una consistente detrazioni a seconda del numero di prole.

Sul Documento Economia e Finanza si parla anche di revisione dell’Irpef, includendo nella manovra anche le singole persone fisiche, con fino a 30.000 euro una flat tax al 15%, che si alzerà poi dal 15% e al 20% senza scaglioni di reddito.

Si parla inoltre di estendere il regime forfettario a tutte le partite Iva fino a 65 mila euro di reddito fino al 15%, una vera agevolazione fiscale calcolata per i contribuenti minimi. Dal 2020, le pmi o i professionisti che nell’anno precedente hanno beneficiato di ricavi o compensi fino a 100.000 euro, dovranno applicare al reddito d’impresa eccedente i 65.000 euro l’imposta prefissata al 20%. La medesima legge di bilancio prevede la flat tax al 15% anche per gli insegnanti che danno lezioni private.

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