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Oggi è il giorno di tutti i Santi, conosciuto anche come Ognissanti, festa religiosa ma anche civile.

La solennità di tutti i Santi risale all’anno 609 quando papa Bonifacio IV decise di trasformare il Pantheon a Roma in un vero e proprio santuario cristiano, consacrandolo a tutti i santi martiri.

inizialmente questa festa si celebrava il 13 maggio. Fu poi Papa Gregorio III nel 741 a definire il 1° novembre come data dell’anniversario della consacrazione.

Strettamente legata a questa festa è il Samahain ossia l’antica festa celtica di Halloween, con la quale, oltre a celebrare il nuovo anno si ricordavano anche le anime dei propri morti. Non è un caso se la Chiesa fissò proprio al 2 novembre la commemorazione dei defunti.

L’idea di commemorare i defunti nasce su ispirazione di un rito bizantino che celebrava, infatti, tutti i morti il sabato prima della domenica di Sessagesima, in un periodo compreso tra la fine di gennaio ed il mese di febbraio.

In Italia è consuetudine far visita ai propri cari, dedicando loro un momento di preghiera.

C’è anche un piatto tipico associato alla notte di Ognissanti. Si tratta della Cisrà, una ricetta antichissima della terra di Langa. Si tratta di una zuppa a base di ceci e verdure a cui si aggiungono costine di maiale o trippa. Pare che questa zuppa fosse offerta calda e fumante dalla Confraternita dei Battuti (i penitenti) ai pellegrini che si recavano in paese per assistere alle funzioni religiose e visitare l’ultima fiera autunnale, prima dell’inverno.

A fine pasto, invece, non possono mancare gli “os d’ mort”, piccoli biscottini di nocciole a forma di tibia, che evocano gli avi e ne addolciscono il ricordo. Buon appetito e buona festa di Ognissanti a tutti.

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