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Il nuovo DPCM per la Fase due ha generato malumori e incertezze sempre più persistenti. Nell’articolo è pertanto espresso un parere del tutto personale, che nel particolare vorrebbe soffermarsi sul termine “congiunto”, citato in conferenza stampa e scritto sul neo decreto. Infatti sarà consentito poter andare a visitare con il massimo della responsabilità, da quel che si è appreso, i propri parenti, ma è così?

La crisi dei diritti civili in Italia, chi sono i “congiunti”?

La definizione di “congiunti” è davvero molto generica, tanto è vero che in diritto si usa dire “prossimi congiunti” per indicare gran parte di quelli che noi consideriamo parenti. Ma senza l’aggettivo “prossimi” teoricamente si dovrebbe intendere con accezione più ampia. E allora non vedo perché non possa andare a visitare consorti o amicizie di vita, i quali potrei reputar essere personalmente enti familiari.

“il riferimento ai prossimi congiunti della vittima primaria dell’illecito civile, deve essere inteso nel senso che, in presenza di un saldo e duraturo legame affettivo, si possa “prescindere dall’esistenza di rapporti di parentela o affinità giuridicamente rilevanti come tali” (Cass. Pen., 46351/2014, che fa rientrare, ai fini del risarcimento, tra i “prossimi congiunti” la fidanzata della vittima primaria dell’illecito. Cfr., inoltre, T. Firenze, 26.3.2015).”.

Non reputo ingiusto dare la libertà di andate a trovare in questo caso i congiunti “di sangue”, ma lo reputo non chiaro sotto il punto di vista civile ed umano del termine.
Se fossi orfano e non avessi congiunti se non enti terzi non “sangue del mio sangue”? Se fossi un fuori sede di Roma che domicilia a Venezia? Inoltre, è chiaro come i diritti civili in Italia non contino affatto: se non sei sposato non è considerato legame. Forse solo adesso ci si potrebbe mettere nei panni delle migliaia di coppie omosessuali che sia socialmente che legalmente non sono riconosciute dallo Stato.

Più che Fase due sembra una Fase “uno e mezzo”

Ragionando in termini economico lavorativi, questa permissività per i coniugi parentali credo sia la scusa perfetta per lasciare i bambini da nonni e zii in assenza della riapertura delle scuole. Sale un certo malumore vedendo altri paesi timidamente riaprire e andare avanti. Se è stata presa questa decisione un motivo ci sarà, ma non faccio che notare una sempreverde non chiarezza di fondo che genera rabbia, frustrazione e tensione sociale.
Non sarebbe stato più facile poter indicare su autocertificazione un massimo di tre nuclei familiari con i quali si sarebbe entrato in contatto? Ognuno avrebbe fatto delle scelte del tutto personali e contingenti alla propria vita. Inoltre sarebbe stato utile tracciare un percorso specifico nel caso ci fosse stato un caso di Covid-19. Adesso è spostato tutto teoricamente al 18 maggio 2020, di che morte moriremo?

Giacomo Leandri

Leggi anche: Bozza del decreto PCM relativa alla Fase 2

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