Il World Congress of Families di Verona continua a far discutere per le posizioni estreme di alcuni dei suoi relatori, in merito a questioni come l’aborto, il divorzio e ai diritti delle famiglie omosessuali che decidono di adottare o mettere al mondo un bambino. Proprio di questo ha parlato Marilena Grassadonia, presidentessa dell’associazione Famiglie Arcobaleno, in diretta nella trasmissione Non è Fiorello.

“La nostra è un’ associazione di genitori o aspiranti genitori omosessuali, che hanno avuto figli anche da precedenti esperienze eterosessuali. Lavoriamo per farci conoscere, per fare in modo che anche le nostre famiglie siano integrate in quella che è la società attuale. Lavoriamo nelle scuole, con momenti di confronto anche a livello politico. Chiediamo che i nostri figli abbiano gli stessi diritti degli altri bambini di questo paese. L’associazione rappresenta circa 1500 persone, ma ce ne sono tante altre silenziose che non hanno aderito al nostro movimento ma che, ugualmente, chiedono il rispetto dei diritti dei propri bambini. Purtroppo – aggiunge la Grassadonia – siamo costretti a vedere la partecipazione di alcuni esponenti del nostro governo a questo convegno razzista ed omofobo. Soprattutto pensando alla partecipazione del ministro dell’Istruzione Bussetti. Vengono i brividi, sembra di voler tornare indietro nel tempo, ben prima dell’epoca dei nostri nonni”.

L’educazione dei figli e i diritti dei bambini sono al centro della discussione.

“Noi proviamo a tirare su i nostri figli facendoli sentire orgogliosi di essere italiani, ma così è difficile. Quando sei ministro della Repubblica hai il dovere di rappresentare tutti i tuoi cittadini.

Il bambino va tutelato in ogni suo aspetto e, di certo, non va discriminato in base alla sua provenienza o alla storia della sua famiglia. Bisogna fare della differenza una ricchezza, bisogna includere e non escludere”.

I problemi burocratici che le famiglie omosessuali con figli incontrano, nel nostro paese, sono tanti e all’apparenza insormontabili.

“In una coppia di madri o padri che mette al mondo un figlio, solo il genitore biologico è legalmente il genitore. L’altro ad esempio, per andare a prenderlo a scuola, ha bisogno di una delega, non può stargli vicino in un letto d’ospedale, non può essere eletto rappresentante di classe. Se i due genitori decidessero di separarsi, la madre sociale non avrebbe diritto alcuno di continuare a frequentare il bambino e addirittura, in caso di morte del genitore sociale, il bambino non erediterebbe nulla mentre se a morire dovesse essere il genitore biologico, il bambino rischia di finire in mano ai servizi sociali. Sono casi limite ai quali un bambino non dovrebbe essere esposto, a frustrazione andremmo ad aggiungere ulteriore frustrazione. Se mettiamo in una stessa stanza dei bambini nati da una famiglia tradizione insieme a bambini di famiglie arcobaleno, sfido chiunque a trovare delle differenze.”.

La mobilitazione dell’associazione Famiglie Arcobaleno, insieme a tante altre associazioni proveniente dalla società civile, partirà a Verona proprio in concomitanza con lo svolgimento del World Congress of Families.

“Il 30 marzo, a partire dalle 14, saremo presenti a Verona con un corteo, insieme a tante altre associazioni. Ma faremo tanti altri eventi, dal 29 al 31 di marzo. Faccio un appello alle persone che hanno difficoltà a conoscerci e che, magari, non si accostano a noi per un problema pregiudiziale: contattateci, non siamo mostri, venite a vedere cosa facciamo, conosceteci. Noi non siamo contro nessuno ma vogliamo semplicemente affermare i diritti dei nostri figli e portarli sullo stesso piano di tutti i bambini di questo paese”.

http://www.famigliearcobaleno.org/it/

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