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Se n’è parlato a lungo in passato e, senza dubbio, se be continuerà a parlare ancora molto. È giusto che gli studenti italiani possano utilizzare lo smartphone tra i banchi di scuola? I telefonini sono un utile strumento didadittico oppure la panacea di ogni male studentesco? Stando alle reazioni di moltissimi genitori, la seconda ipotesi sembrerebbe prendere sempre più quota. Gli smartphone sono quindi considerati un elemento di distrazione che poco ha a che fare con l’istruzione. Tuttavia, a smentire quella che è e resta una convinzione ci hanno pensato direttamente alcuni degli attori in causa: i professori.

Il 70% dei docenti infatti utilizza lo smartphone come strumento didattico per relazionarsi con la Generazione Z, nativa digitale per eccellenza. Stando ai 12mila studenti tra i 10 e i 20 anni che hanno partecipato a un’indagine svolta da Skuola.net in collaborazione con il brand franco-cinese di telefonia Wiko, a pochi giorni dalla prima campanella 2019/2020, ormai allo smartphone è stato di fatto concesso lo status di strumento didattico nella pratica quotidiana. Secondo quanto raccontano gli studenti, il 13% di loro ha addirittura un intero corpo docente che, compatto, crede nella bontà del cellulare come supporto alle loro spiegazioni. Un dato che sembra crescere insieme all’età degli studenti. Quelli alle soglie del diploma o appena usciti dalla scuola dell’obbligo, ad esempio, hanno potuto sfruttarlo in maniera più costante: il 20% lo fa o lo ha fatto con tutti i professori.

La maggior parte del campione intervistato – 58%, un dato che per i 18-20enni arriva al 69% – ha trovato sul suo percorso almeno alcuni insegnanti proiettati nel futuro. Solo il 29%, invece, durante l’orario di scuola sinora è stato costretto a tenere il telefono rigorosamente lontano dal banco. Da notare come, nelle classi più ‘mature’ (grosso modo l’ultimo biennio delle superiori), lo smartphone sia entrato di diritto nella strumentazione base e nel processo di modernizzazione della didattica: quasi 9 studenti su 10 lo impiegano con almeno un docente. Altrove – medie e primi anni delle superiori – il dato si ferma a un comunque buon 60%. L’uso che se ne fa? Principalmente (51%) per approfondire le lezioni, per prendere appunti e organizzare il lavoro (20%), per usare app durante spiegazioni ed esercizi (19%). Proprio per ciò anche il telefonino può entrare a far parte del paniere di acquisti da effettuare per il ritorno a scuola. Circa 1 studente su 10, lo considera parte integrante del suo equipaggiamento – assieme a libri, penne e quaderni – e procederà all’acquisto di un device con prestazioni migliori di quello già in possesso (sono soprattutto i ragazzi delle scuole medie, tra i quali il dato sale al 17%).i

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