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Nelle ultime settimane vediamo in Europa, come i paesi si stiano confrontando più che mai su temi socioeconomici. Partiamo non solo dall’accordo trovato sulla manovra economica europea del 9 Aprile 2020. Ma anche dalle varie nuove realtà lavorative e scolastiche che si stanno creando. Infine, analizzeremo come le figure degli esecutivi stanno crescendo sempre di più in tutta Europa.

Eurogruppo: accordo di 1000 miliardi.

Il dibattito pubblico in questi giorni si è focalizzato sulla manovra economica europea che è diventata realtà il 9 Aprile 2020.  Quali sono i provvedimenti presi dall’Eurogruppo?. Il pacchetto da 1.000 miliardi è basato su quattro pilastri: 240 miliardi del MES con condizioni minime; i prestiti Bei per le imprese per 200 miliardi; il meccanismo per finanziare lo schema anti-disoccupazione Sure (100 miliardi); infine, il piano per la ripresa che avrà un valore indicativo di circa 500 miliardi (proposta italo-francese). Inoltre, fra un paio di settimane si parlerà anche della proposta Eurobond, portata avanti dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Al di là della manovra economica, per una prospettiva futura bisogna concentrarsi sulla attività di dialogo tra nazioni. Questa è stata intensa e continua: conferenze online per trovare un accordo economico, ma soprattutto politico. Gli stati non si sono mai parlati così tanto nell’ultimo decennio. Sarà la condizione di emergenza da Coronavirus, ma ha dimostrato che l’élite europea è riuscita a coinvolgere l’opinione pubblica. Non è questa la base per una formazione di uno spirito europeo?
In più, con la volontà di creare moderne procedure ed istituzioni e con la prospettiva di un Ministero del Tesoro dell’UE, non si sta unendo piano piano l’Europa anche politicamente?

Lavoro e scuola online: vento di modernizzazione.

I punti di aggregazione sociale più rilevanti sicuramente sono il lavoro e l’educazione. Questi base non solo della socialità ma anche della produttività di un paese. Quando si parla di manovre socioeconomiche si fa riferimento soprattutto a questi due macro-temi.
Il lavoro ora più che mai è diventato interattivo, grazie alle modalità “smart work”. Studi infatti dimostrano che il lavoro da casa è utile per le relazioni famigliari: soprattutto genitore-figlio (vedi pro e contro). In questo periodo di emergenza, abbiamo rafforzato le dinamiche comunicative che rendono semplice la comunicazione lavorativa. E di sicuro, dopo la crisi Coronavirus saremo abituati nel nuovo sistema lavorativo, pretendendo una continuità nel “home working”.
Invece, il tema scolastico ha molti più pro e contro, dovuto al rapporto educatore-studente. Il sistema educativo sta attraversando un periodo di digitalizzazione mai assistito prima. Lezioni online per scuole ed università, accesso ai libri in modo digitale, conoscenze facili ed accessibili nel mondo dell’internet sono solo esempi di un futuro positivo. Infatti, in una democrazia, dove le conoscenze devono essere facili, accessibili e veritiere, l’educazione digitale è uno strumento più che apprezzato. Video da parte di più professori competenti, danno la possibilità di velocizzare la costruzione di un pensiero critico nello studente. E magari, perché no: vedere i professori come i futuri “influencer” e creatori di podcast educativi.

Europa: nuove forme di Governo Nazionale.

È notevole vedere come la fiducia dei leader politici europei aumentare dal 6 al 27 marzo 2020. La “cancelliera” tedesca Angela Merkel ha ricevuto feedback politici positivi pari al 79% degli intervistati da Forschungsgruppe Wahlen (11 punti percentuali in più). Spostandoci in Francia, Macron, secondo una media di sette barometri politici, tra febbraio e marzo la sua popolarità è migliorata di quasi 7 punti percentuali, arrivando al 38%. Infine, Giuseppe Conte ha raggiunto quota 71% di apprezzamenti, secondo il sondaggio Demos di marzo per La Repubblica. L’apprezzamento più alto negli ultimi 10 anni di storia repubblicana italiana.
Questo potrebbe essere frutto della volontà di risposte concrete alle domande del mondo contemporaneo. In particolare, in Italia c’è il desiderio di vedere un “uomo forte al potere”, secondo un rapporto Censis del 2019 il 48,2% degli italiani sarebbe a volerlo. (vedi articolo del Sole24ore).
Cosa comporterà questo apprezzamento? Sicuramente un’inversione di rotta dal parlamentarismo a un presidenzialismo. Precisando che i valori democratici e in generale la democrazia non verranno meno. L’operato di questo periodo sicuramente darà risonanza agli esecutivi in futuro. Inoltre, noi italiani, abbiamo un appuntamento prima della fine dell’anno che è quello del referendum per il taglio del numero dei parlamentari. Questo sicuramente sarà anche un taglio alla forza parlamentare a favore del potere esecutivo.

Conclusioni: è già un Europa diversa.

Grazie a questa crisi da Coronavirus, ci si è accorti uno dell’altro. I paesi del Nord Europa sicuramente hanno ascoltato di più i problemi del Sud (Italia, Spagna in particolare). Il confronto di idee in ambito europeo sta diventando egualitario: dovuto anche alla solidarietà dimostrata tra i vari Stati. Inoltre, anche l’opinione pubblica europea sta crescendo di valore, alimentando al tempo stesso lo spirito europeo richiesto da tempo alle istituzioni.
Questo è anche dovuta alla condizione ottima delle telecomunicazioni. Digitalizzazione che sta rendendo la vita lavorativa e scolastica diretta e aperta all’incontro di idee. Forse la tesi, antitesi e sintesi hegeliana 2.0 rende il dibattito politico più immediato (senza mediazione).
Infine, l’efficacia governativa dei vari esecutivi modificherà la struttura politica dell’Europa. La popolazione europea pretenderà questa pragmaticità anche dopo la crisi da coronavirus. La decisione sulle urne sarà, forse, basata più sui programmi possibili e non sui temi generali come: “il buon senso” che non è categoria politica. Ora, la pianificazione non crea consenso, trovare colpevoli sì, in futuro secondo i segni presenti sarà l’inverso.
Unione Europea che ascolta, digitalizzazione del sapere, governi basati sulla pragmaticità: non sono segni di cambiamento? Non sono segno di un nuovo senso civico e coscienza politica moderna?

“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.” (cit. W.Churchill)

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