esino lario

Un paese in via d’estinzione

Esino Lario è uno di quei borghi italiani che non sono riusciti a rimanere nel cuore di chi li ha visitati. Nel 2016 ha ospitato il raduno di Wikipedia e per un po’ i 750 abitanti sono riusciti ad avere un po’ di visibilità. Ma poi il nulla.
Esino Lario è uno di quei minuscoli paesini appollaiati sulle prealpi lombarde e che piano piano vengono dimenticati da tutti. Si inizia con un lento spopolamento e il conseguente impoverimento causato anche dalla migrazione verso la città.
Esino Lario è un paesino dove diventa sempre più difficile fare un bilancio della situazione poiché le persone da tassare sono sempre di meno, e lo Stato non aiuta granché.
Così, l’unica soluzione è vendere.

Ieri, giovedì 4 aprile, sono apparsi i cartelli di vendita. 200 mila euro per il palazzo del Comune e 600 mila euro per le stazioni della via Crucis. La lista completa è sul sito vendesiesino.it il cui slogan rimanda a una chiara richiesta di aiuto: “Compreresti un pezzo di Esino Lario?

L’appello del sindaco

Il sindaco Pietro Pensa ha lanciato il suo appello in un video su YouTube: “In questi anni Esino Lario è stato una guida e un’ispirazione per lo spirito imprenditoriale di migliaia di piccoli Comuni italiani […]. Eppure, ogni giorno i piccoli comuni italiani (tra cui il nostro) sono lasciati soli a lottare contro lo spopolamento, la mancanza di fondi e la difficoltà delle istituzioni nel fornire supporto […] ecco perché – prosegue – ho deciso di prendere una posizione forte per il bene di tutti, mettendo in vendita i luoghi simbolo del Comune”.

Comprende la difficoltà di vivere in un piccolo paese e non biasima chi decide di trasferirsi.  Ma lo spopolamento porta alla perdita la ricchezza dell’artigianalità, dell’enogastronomia locale e delle tradizioni diverse che rendono l’Italia “il Paese più bello del mondo”.

Il sindaco aggiunge anche: “Come amministratori dobbiamo lottare ogni giorno per assicurare ai nostri concittadini di non rimanere esclusi dalle innovazioni che interessano il resto dell’Italia. Con una decisione forte metto in vendita alcuni dei luoghi simbolo del nostro paese, per poter disporre di nuove risorse economiche che ci consentano di proseguire nei progetti di sviluppo e innovazione”.

Federica Fiordalice

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