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In Cile la mattanza del popolo da parte dell’esercito prosegue e, se possibile, continua a crescere.
Nonostante i maggiori quotidiani nazionali ed europei abbiano aperto, questa mattina, con la presunta dichiarazione di resa e di responsabilità di Sebastián Piñera la cronaca e l’attualità parlano d’altro.

Nei quartieri più poveri di Santiago – las poblaciones – i militari continuano a sparare contro le persone. Sono centinaia i feriti che si contano per le strade, i dati ufficiali parlano anche di 42 morti ma è un numero che già può considerarsi vecchio. Le donne violentate e le centinaia di abitanti fatti sparire, ricordano terribilmente quanto accadeva sotto la dittatura di Augusto Pinochet, con i cosiddetti Desaparecidos che raggiunsero la cifra di circa 40mila.

In questo video, che ci è arrivato da fonti cilene, vediamo alcuni militari fare irruzione in una casa del centro di Santiago e portare via una madre e suo figlio, che stavano suonando le pentole per protesta, nel simbolico gesto del caceirolazo.

In città, la linea telefonica e quella di internet cadono continuamente. E, così facendo, per i cittadini è difficilissimo comunicare tra loro. I ragazzi che sfidano ogni giorno il coprifuoco, cercano di comunicare più volte possibile la propria ubicazione alle famiglie. In questo video, la 4a Compagnia dei Pompieri sfila insieme ai manifestanti per le vie di Arica.

Qualche giorno fa, il presidente Piñera aveva dichiarato che il paese è in guerra ma – di fatto e ad eccezione degli sciacalli che approfittano della situazione – gli unici a combattere sono i militari in strada.
La popolazione cilena si ritrova in piazza, nelle strade, armata di voce, pentole e cucchiai di legno. Ed è letteralmente spaccata in due.
Le vecchie generazioni, quelle che la dittatura di Pinochet l’hanno vissuta sulla propria pelle, stanno provando ancora quel terrore cieco che sembrava vinto. I più giovani, i figli di un mondo globalizzato e interconnesso, la paura l’hanno sistemata alle spalle dell’orgoglio e della voglia di cambiare.

In quest’altro video che ci è arrivato dal Cile, vediamo i militari accanirsi su un giovane manifestante dopo avergli sparato un colpo su una gamba.

In questa ripresa, alcuni militari vengono filmati mentre consumano cocaina in mezzo alla strada

Ma in Cile, in Bolivia, in Ecuador e con le elezioni argentine alle porte, hanno bisogno di occhi e di attenzione.
Sottovalutare quello che sta accadendo, per una parte del pianeta che si autodefinisce Primo mondo o Mondo civilizzato, sarebbe una colpa troppo pesante da potersi concedere.

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1 COMMENT

  1. Salve io vivo in cile e le cose non sonó proprio come si dicono… Il militare a sperato perche quella persona aveva un coltello el il militare gli a detto di lasciarlo e non lo ha fatto… Pero que sto e solo un caso. Perche ci sonó tantíssimi casi dove I carabineri sparano senza avere un perche. Dove vivo io che e concepción non si puo dormiré tranquilli 10 minuti fa ci sonó stati delle sparatoie qui ci sonó rimasti pochi supermercati e I negozi piccoli chiudono presto per paura.. Laltro ieri il presidente a annunciato che usera dei fondi económico per usarli in armare I carabinieri… Non si sa come Andrea a finire

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