Tra le donne più importanti della Storia, oggi celebriamo Elena Cornaro Piscopia, la prima donna laureata in Europa.

Quant’era difficile essere donna nel 1600? (e non solo)

Perché nei libri di storia ci leggono più nomi di uomini che di donne? Perché i grandi inventori, studiosi, scienziati avevano i pantaloni e meno spesso le gonne?

Alle donne che non avevano una famiglia facoltosa alle spalle era vietato insegnare, studiare, lavorare, laurearsi. Diritti che abbiamo raggiunto, se ci pensate, da pochissimi anni in confronto agli uomini.
L’assenza totale delle donne in campo scientifico fu dovuto proprio a uno stereotipo femminile ben preciso. La donna doveva avere la fondamentale qualità della bellezza, saper governare la casa, il marito e i figli. E inoltre doveva saper intrattenere con conversazioni colte e intelligenti. Ecco perché le donne che potevano approcciarsi allo studio erano costrette a scegliere l’arte e le lettere. Mai le materie scientifiche. E lo facevano in istituzioni scolastiche riservate a sole donne, nelle quali imparavano a leggere e a scrivere.

elena cornaro piscopia

Le dame nei salotti francesi portarono la rivoluzione mettendo a soqquadro quel che fino ad allora si era per pura “abitudine”

Fu grazie al coraggio e alla determinazione di queste donne che a partire dal 1600 si è cominciato a parlare di legame paritario tra uomo e donna. Prendevano parola su varie questioni, influenzavano la vita politica, seppur indirettamente, poiché venivano ascoltate dai loro amici uomini.

Le feste e gli incontri nei salotti francesi non avevano più lo scopo di chiacchierare e divertirsi, ma divennero dei veri e propri centri culturali in cui discutere e ragionale sulla morale e sui costumi femminili e maschili.
È in questo periodo che nella cultura cominciano a fiorire nomi di molte donne che guidano i salotti autonomamente, senza la supervisione patriarcale.

È qui che entra in scena Elena Cornaro Piscopia

Spostiamoci in Italia, precisamente a Venezia, dove il 5 giugno del 1646 Zanetta Boni dà alla luce Elena Cornaro Piscopia, rampolla di una delle più facoltose famiglie veneziane.

Grazie al padre Giovanbattista, che si accorse della sua intelligenza quando la figlia aveva solo sei anni, ebbe un’educazione impeccabile.
Nel 1665 Elena divenne oblata benedettina ed ebbe la possibilità di dedicarsi a tempo pieno sui suoi studi. Imparò infatti il greco, il latino, il francese, l’inglese, lo spagnolo, la matematica, l’astronomia, la filosofia e la teologia. Queste ultime erano le sue due discipline preferite.
Impeccabile anche nella musica, sapeva suonare anche il clavicembalo, l’arpa e il violino.

elena cornaro piscopia

Poiché il padre voleva riportare anche lustro alla famiglia Cornaro, che dal 1500 non aveva potere nella Repubblica di Venezia, chiese all’Università di Padova di assegnare la laurea in teologia alla figlia. La richiesta venne respinta dal vescovo della città e cancelliere dell’ateneo, Gregorio Barbarigo.

“Dottorar una donna? Ma che sproposito!”

Il vescovo affermò infatti che assegnarle una laurea equivaleva a “renderci ridicoli a tutto il mondo”.
Alla fine arrivò un compromesso: Elena si laureò in filosofia, ma non poté esercitare l’insegnamento, essendo donna.

Non tutti gli studiosi di storia considerano Elena Lucrezia Cornaro la prima donna laureata. Bettisia Gozzadini fu infatti accademica e insegnante di giurisprudenza nell’Università di Bologna, considerata la prima donna ad aver ricevuto un insegnamento accademico.
Tre secoli più tardi, Isabella Losa de Cordova pare si sia laureata in medicina e teologia.

Sta di fatto che la laurea di Elena Cornaro Piscopia e di tutte le altre donne che ne ebbero l’opportunità, non fu altro che una piccola apertura (solitaria) al mondo dei diritti delle donne. Devono passare più di 50 anni prima che un’altra donna possa entrare in un’università italiana: Laura Bassi, fisica e accademica italiana.

 

 

 

 

 

 

 

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