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In questo periodo di ripresa di vita “normale”, da boomer, odiatori da tastiera e viroligi complottisti si è letto di tutto sui giovani. È passato spesso il messaggio secondo cui per colpa dei giovani dovremmo prepararci ad una seconda ondata, che ci sono troppi assemblamenti, addirittura troppa movida, e siamo degli irresponsabili. Da “giovane”, vi chiedo rispetto per la mia generazione.

Basta frasi del tipo “Maledetti giovani di oggi. Ai miei tempi le cose erano diverse”

C’è sempre un periodo dove i giovani di una volta eran diversi dai giovani di oggi, è chiaro. Si stava meglio quando si stava peggio da semore si sa. Ma i social network sono diventato il peggior sfogatoio di facili giudizi ed inutili polemiche! Oltre ad esser diventati il peggior luogo dove dare la caccia alle streghe (o agli immigrati). Prima eravamo la generazione dei neet, dei fannulloni, poi la generazione dei mammoni, poi la generazione che non può vivere senza il digitale. Oggi, con l’apparente affollamento delle movide, siamo la generazione degli untori. D’altronde è facile scaricare la responsabilità su chi non ha la stessa forza e la stessa possibilità di controbattere.

Prima i runner, adesso i giovani, ma sono le stesse persone che scendono in piazza senza sicurezza?

Partiamo dal presupposto che non esiste nessun complotto mondiale e che il Covid-19 esiste. Diciamo anche che il merito di una apparente vittoria contro il Covid è di chi ha dettato le condizioni, ma soprattutto di chi le ha rispettate non tradendo il nuovo patto sociale instaurato. Al tempo stesso è stupido, e ripeto stupido, dire che sia tutto passato, tutto finito o che addirittura non sia successo nulla. È imbarazzante vedere manifestazioni di gilet arancioni (che sembrano un grande sponsor per Aperol Spritz) dare accuse ignoranti, deficitarie e del tutto irrispettose per le oltre trenta mila vittime e per le altrettante famiglie. Come sono imbarazzanti queste manifestazioni politiche, ora, in questo contesto, in queste condizioni senza benché minima sicurezza sanitari! Come se fossero passati anni dall’inizio della fase 2. Discutere ancora di questa opposizione e di come sia altrettanto ridicola e anti-istituzionale è diventato noioso, tanto quanto loro e i commenti delle persone che scrivono sui social. Le manifestazioni di oggi sono uno sputo al sacrificio di migliaia di medici ed infermieri che hanno sacrificato il loro tempo e nei peggior dei casi la loro vita per vedere leader di opposizione fare selfie senza mascherina accusando “I comunisti” di dittatura.

Che la guerra generazionale abbia inizio: tiktoker vs boomer

Tante semplificazioni, tanta ingiustizia in Italia per noi giovani. È difficile vivere in Italia oggi, dove anche se hai 23 anni e sei laureato non hai la benché minima speranza di trovare un lavoro che ti soddisfi e che tu non sia sfruttato. E anche a questo attuale Governo che non ha menzionato i giovani in neanche una conferenza stampa. I giovani non sono solo i ragazzi che si fanno una birra sulle scalette, sono energia e futuro di un paese. Oggi è la festa della Repubblica, una Repubblica fondata sul lavoro, che sia una buona festa anche a voi che ve la prendete con il futuro, ma che siete gli unici responsabili del presente.

Giacomo Leandri

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