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Il silenzio di Maurizio Sarri si è rotto ieri dopo un anno e mezzo, tanti gli argomenti trattati. Da Ronaldo a Insigne, passando per Jorghinho e Mertens.

Presentato da Michele Criscitiello e affiancato da Alfredo Pedullà, questo il ritorno di Maurizio Sarri ospite ieri sera a Sportitalia. Dopo un anno e mezzo rompe il silenzio, parlando più del passato che del presente. Inizia parlando dello scudetto con la Juventus e il possibile ritorno al Napoli:

“Forse era dato troppo per scontato, sia all’esterno che all’interno. Non è stato nemmeno festeggiato. Ognuno è andato a cena per conto suo. Forse questo sarebbe il momento giusto per andare alla Juve, visto che sono arrivati quarti. Comunque può succedere quello che è successo dopo otto anni di scudetti. Per vincere bisogna fare bene e a volte non basta. Ritorno al Napoli? Non c’erano presupposti. Ho rifiutato anche altre offerte. Sì, c’è stata un approccio,  ma non è stata una trattativa vera”.

Il tecnico toscano parla inoltre, di cosa significa gestire CR7:

La gestione di Ronaldo non è semplice, anche perché ci sono interessi dietro. A dire la verità, io mi ritengo più bravo a fare l’allenatore e non il gestore. Lo trovo noioso e mi diverto più in campo”.

Arrivano poi anche gli elogi a uno dei suoi fedelissimi, Jorginho:

Parliamo di un giocatore raffinato e ovviamente non capibile da tutti. Lui è talmente intelligente e bravo tatticamente che rende tutto facile. Pallone d’oro? Se l’Italia dovesse vincere l’Europeo potrebbe essere tra i papabili. L’arrivo al Chelsea? Lui stava per firmare con il City, ma, grazie anche ai mediatori, siamo riusciti a portarlo a Londra. Dopo un periodo di adattamento, ha conquistato tutti. Se lo merita”.

Si parla anche di chi per lui è un vero e proprio fuoriclasse, Paulo Dybala:

Ha avuto tanti infortuni e non è stato mai al 100%. Con le sue capacità tecniche, il suo recupero può essere semplice. Futuro? La Juve o ci punta o deve cederlo”.

Alla domanda su un suo possibile erede, Sarri, risponde così:

Il mio erede? Dico De Zerbi. A me piace davvero tanto. Lui ha fatto  bene ad andare allo Shakhtar. perché ha visibilità internazionale. Però sono rimasto stupito che nessuna grande squadra di Serie A ci abbia pensato”.

Piccolo passo indietro e si tratta anche l’argomento Juventus:

Non c’è stato alcun litigio con Nedved. Si è trattato di alcune discussioni. Non mi è piaciuto che la squadra ha staccato la spina dopo aver vinto il campionato. Dovevamo stare al massimo per poi arrivare al top alla sfida con il Lione. Questo è stato un errore e io l’ho detto”.

La capitale assisterà anche al duello Mourinho-Sarri, vediamo come la pensa il toscano:

Credo sia tutto un duello giornalistico. Conteranno le squadre, perché né io e né lui scendiamo in campo. Per me conta solo divertirsi. Se un allenatore si diverte, poi si divertono i giocatori. E alla fine si diverte anche il pubblico”.

Da Insigne a Giroud, Sarri parla anche dei calciatori da lui allenati:

Lorenzo Insigne è il giocatore italiano più fortedegli ultimi anni. Molto spesso non è capito e gli si dà addosso. Callejon è uno che da molto equilibrio e sotto quel punto di vista è fondamentale. Mertens attaccante? Un po’ di fortuna. A Firenze eravamo in 10,  ho tolto Higuain e messo Mertens attaccante. Si è guadagnato due rigori e ha fatto bene in quei 15 minuti. Mi ricordo che, quando glielo dissi, lui chiese a me se poteva farlo: quell’anno fece 28 gol Giroud? Un grandissimo professionista. Kante? Un ragazzo mostruoso, che ha corsa e qualità”.

Sarri è il nuovo allenatore della Lazio, ma vediamo quanto in passato è stato vicino alla Roma:

Non ho mai parlato direttamente con i giallorossi, ma secondo i miei agenti eravamo comunque molto vicini. Fiorentina? Mi hanno cercato prima di Prandelli e poi per giugno sono andati su altri”.

Dopo il lungo ciclo di Inzaghi, i biancocelesti con Sarri dovranno cambiare modulo:

Per passare dal 3-5-2 al 4-3-3 bisogna cambiare qualche giocatore. Nella rosa della Lazio non ci sono esterni alti, quindi qualcosa dovrà fare. Io comunque non sono un integralista, perché ho fatto tanti moduli. L’unica cosa certa è che non farò mai la difesa a tre”.

Sul futuro di Lazzari il tecnico ha già le idee chiare:

Non voglio parlare troppo di Lazio. Lazzari? Un giocatore che ha grande gamba e grande qualità. Si può tranquillamente adattare al 4-3-3”.

Sarri parla anche della scelta della Juventus di sostituirlo con Pirlo:

Non posso conoscere i motivi della scelta. Ciò che posso dire è che, con certe decisioni, si rischiano di bruciare certi giovani, che, con una maggiore esperienza, potrebbero fare davvero bene”.

Riguardo gli obiettivi:

Più importanti gli allenatori di Roma che di Milano? Questo non lo so, si dice “sulla carta”. Bisogna andare in campo e dimostrare. Il nome e i successi del passato non sono garanzia di successi in futuro. Il mio obiettivo è avere una squadra che ha come scopo il duro lavoro settinanale per poi divertirsi la domenica. Quando l’ambiente trova questa reazione è più facile vincere per me. Quando dicono che vincendo male è più facile vincere sinceramente non lo capisco. Non so per quanto tempo ancora vorrò ancora allenare, ora ho bisogno di un’esperienza gratificante, non parlo di classifica e risultati, ma a livello professionale”.

Continua il suo raccontarsi e si parla anche di Chelsea:

Ho commesso un grande errore, perché volevo tornare in Italia. Il Chelsea è una grande squadra e tra l’altro dopo hanno fatto grandi acquisti. Ho vissuto un’annata molto difficile dal punto di vista economico e societario. Però, ripeto, ho fatto un errore di valutazione”.

Da amante di calcio Maurizio Sarri starà osservando la Nazionale, vediamo che ne pensa:

Siamo quelli che giocano il miglior calcio. Mancini è davvero stato molto bravo, anche nel fare nel prendere le scelte giuste”.

Osserviamo anche cosa pensa del suo nuovo datore di lavoro, Claudio Lotito:

Per quel che ho visto, mi sembra diverso da De Laurentiis. Le esperienze è precampionato sono tutte belle e facili, quando ci sono le difficoltà si vedono le persone. L’augurio è che le mie sensazioni siano giuste”.

Sullo staff:

Beoni l’ho visto l’altro giorno, quest’anno non sarà con me. ho dovuto ridimensionare il numero dei collaboratori, per il momento è a casa, ci rimarrà pochissimo viste le qualità. Un allenatore che ha fatto una carriera inferiore rispetto alla sua bravura”.

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