Il trasferimento di 77 persone di etnia rom all’interno del centro di raccolta di Torre Maura ha scatenato la protesta di alcune decine di cittadini locali, ai quali si sono aggiunti militanti di Casapound e Forza Nuova, provocando il dietrofront della giunta comunale. Per raccontare l’aria che si respirava nel quartiere alla periferia est di Roma, è intervenuto ai nostri microfoni Giuliano Rosciarelli, direttore dell’agenzia di stampa Ala News, presente sul posto.
“A Torre Maura non erano presenti formazioni politiche, a parte alcuni esponenti di Casapound e Forza nuova che però non abitavano nel quartiere, la politica non si è assunta alcuna responsabilità di una scelta presa all’insaputa dei cittadini. Queste 77 persone sono state fatte entrare di notte in questa struttura, evidentemente la giunta comunale ha voluto fare tutto di nascosto per non scatenare polemiche. La politica deve prendersi le proprie responsabilità e non è solo un discorso legato a questa giunta comunale, ma anche a quelle passate. I cittadini di Torre Maura si sono trovati quindi 77 persone in questa struttura, vicino alle case, con tutte le paure che certi provvedimenti portano con se”. Ed è proprio il tema della paura ad aver scatenato le tensioni.

“ Il dibattito si è subito spostato su discorsi legati al razzismo, alla paura, agli slogan. Qualcosa di simile a Torre Maura era già avvenuto, con l’inserimento di immigrati africani che però si sono ben integrati all’interno del quartiere. Il sentimento preponderante non è quindi il razzismo– ha aggiunto il direttore di Ala News – ma la paura. Si è aggiunto disagio al disagio: all’interno del quartiere ci sono tantissime case popolari e le liste d’attesa sono lunghe. Nella testa delle persone è immediatamente scattata la paura di perdere quel poco che hanno, paura alimentata da chi ha voluto soffiare sul fuoco del malcontento. Quando monta la rabbia è facile sfociare in manifestazioni estreme. Ho visto saluti romani, inneggiamenti al fascismo e all’odio razziale, soprattutto da parte degli esponenti di Casapound e di Forza Nuova, non dai cittadini di Torre Maura.
E’ sembrato quasi un controsenso, da parte di persone che indossavano la croce cristiana al collo, calpestare il pane che era destinato anche ai 33 bambini presenti all’interno di quella struttura o agli anziani in sedia a rotelle che abbiamo visto insieme alle altre persone di etnia rom”.
Il destino dei 77 è ancora incerto. “I primi sette – appartenenti allo stesso nucleo familiare – sono stati trasferiti ieri sera, portati in strutture che ancora non sappiamo quali siano, i rimanenti dovrebbero essere trasferiti entro la settimana attraverso un piano di riallocazione di piccoli gruppi, per evitare l’effetto invasione percepito”.

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