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Ai microfoni di Fritto misto per tutti, l’ex sindaco di Roma Gianni AlemannoRoberta Della Casa, presidente del IV Municipio.
Conducono Valerio Viscuso e Valerio Scambelluri.

Seguite la diretta sul nostro sito e sulla nostra pagina Facebook.

Roberta, per quanto riguarda l’occupazione delle case. Tu hai fatto una denuncia abbastanza forte: questa battaglia è stata cavalcata dalla destra. Alcuni cittadini hanno ritenuto l’assegnazione della casa non corretta. Qual è il tuo parere?

Ribadisco quello che ho detto. L’assegnazione di una casa a una famiglia di etnia ROM è stata cavalcata dalla Destra. Se parliamo di occupazioni, ricordo che CasaPound occupa abusivamente una struttura in pieno centro.

Abbiamo fatto rispettare la costituzione e questa era una famiglia con il diritto di avere la casa rispettando le norme e i diritti.

Gianni, è vero che il criterio attuale di assegnazione è stato fatto sotto la tua amministrazione.

Sì. Abbiamo rideterminato i parametri per quanto riguarda l’assegnazione delle case popolari, tra i quali anche quello di avere una famiglia numerosa. Ci siamo accorti che questo parametro agevolava le famiglie nomadi. Abbiamo fatto una rettifica ossia: non si poteva passare dai campi nomadi alle case popolari, quindi abbiamo sterilizzato questa norma che avvantaggiava i nomadi.

Ignazio Marino ha cancellato questa rettifica e ha generato situazioni come il fatto che abbiamo visto con quella famiglia ROM.

Dire che i nomadi arrivano nelle case popolari a causa nostra è errato: la colpa è di Marino che ha cancellato quella rettifica che abbiamo attuato noi.

Dove doveva andare il nomade dal campo nomadi?

Alemanno: Sulla questione dei nomadi si fa del buonismo fuori luogo. I nomadi non sono una realtà fissa: sono una massa in movimento che si muovono all’interno dell’UE che non mette vincoli a questo movimento. Si muove dalle realtà più negative a quelle più attrattive con più opportunità. Qualsiasi aiuto o privilegio messo in campo a favore dei nomadi, può risolvere una parte dei problemi, ma attira a sua volta altri nomadi.

Della Casa: Il bando per l’assegnazione per le case popolari nel 2012 non prevedeva solo 16 punti per le famiglie numerose, ma anche 18 per chi usciva da strutture alloggiative temporanee. I campi della solidarietà, quindi le casette dei campi ROM sono considerate strutture temporanee. Noi non stiamo facendo assistenzialismo, ma un censimento e stiamo tentando dei rimpatri, dando assistenza a chi ha veramente bisogno e a chi ha titoli per l’assegnazione.

Alemanno: Io non nego che quella delibera aveva elementi che potevano aiutare i nomadi. Proprio per quell’errore, intervenimmo con un atto che impediva ai nomadi di passare dal campo alla casa popolare. Ignazio Marino ha levato questo intervento e voi non l’avete più ripristinato.

Della Casa: A Roma non si stanno dando case ai ROM, ma case. Non ci possiamo dimenticare che molte persone di etnia ROM hanno cittadinanza italiana e soprattutto non possiamo dimenticarci che i diritti umani vanno oltre il colore della pelle o l’etnia. Questa amministrazione ha assegnato più case delle precedenti amministrazione. Stiamo lavorando a un bando che non vada a discriminare i ROM, sennò torneremmo dietro di 80 anni, ma che dia risposte più veloci a cittadini che hanno i requisiti per una casa.

Ci sono tanti alloggi che non sono stati assegnati, e il Comune ha stanziato milioni per comprare 600 telecamere per controllare che non arrivino persone che vadano a insediarsi nelle case, anziché sbrigarsi con le pratiche. 

Della Casa: In realtà stiamo facendo delle assegnazioni molto veloci: 1600 alloggi contro i 200 annui delle precedenti amministrazioni. Abbiamo triplicato la velocità. Su alcuni alloggi non vengono assegnati perché i primi in lista non hanno i requisiti per quell’alloggio, quindi devono incrociarsi questi requisiti. Ci sono persone che ci chiedono più sicurezza nei territori. Sono 10mila le persone che occupano alloggi abusivamente. Ci sono persone che occupano anche avendo i requisiti, ma anche altre che non li hanno e le stiamo buttando fuori. Ci sono numerosi sgomberi, come quello degli ultimi giorni a Casal Bruciato.

Alemanno: Sicuramente la situazione delle case popolari è drammatica. Chi oggi getta la croce a Raggi o Alemanno dimentica un fatto: in questo Paese un serio piano di assegnazione non è stato fatto e i sindaci di Roma si ritrovano praticamente da soli. Bisogna costruire più case popolari.

In collegamento abbiamo Fabrizio Ragucci, presidente dell’Unione Inquilini

Ragucci: Io parto da una premessa. Abbiamo 13mila famiglie che sono in lista per una casa popolare. Quello che diceva Della Casa non è vero a fronte di dati che ci dicono che Roma è stata capace di assegnare 150 case in sei mesi, la metà dell’anno scorso. A dispetto di quello che si dice, non abbiamo una situazione in cui i Rom ottengono una casa popolare presentando un foglio. Abbiamo avuto 8 persone da un campo ROM sono riuscite ad ottenere le case. Noi riteniamo che i ROM come qualsiasi altra persona debbano essere sottoposti a un sistema che riconosce i diritti umani, basandosi sulla Costituzione che riconosce i diritti.
Prima Alemanno parlava dei nomadi: un campo aperto da lui costi 4 euro al giorno per 600 rom. Questo è un modo per affrontare il problema ROM?

Alemanno: Il problema è che i campi nomadi sono un’anomalia: chi entra nei campi rom non può rivendicare i diritti di chi non ci è transitato perché chi transita nei campi rom non può accedere nelle case popolari perché attira altre persone che possono pensare che passando per un campo rom si può passare alle case popolari.
Bisogna fare un piano di case popolari che non parte dallo Stato da decine di anni.

Il problema è nazionale. 50mila sono le case occupate in tutta Italia.

Della Casa: Noi stiamo liberando innanzitutto gli immobili che non hanno requisiti. Abbiamo pubblicato un bando per cercare di mettere immobili a disposizione di famiglie affittati da privati.

Gianni, tu avevi fatto una battaglia riguardo le vaccinazioni a bambini ROM e la scolarizzazione di questi bambini, cioè farli entrare più nel nostro “mondo”. Che risultati hai avuto? È possibile ripeterla con questa amministrazione?

Queste sono le battaglie fondamentali per uscire fuori dalla cultura del nomadismo. Sul tema del lavoro, non si tratta di regalare lavoro, ma si tratta di utilizzare lo strumendo della cooperazione che possono essere più idonei alla loro cultura per dare opportunità di lavoro. Quindi fare in modo che ci siano dei redditi accertati per farli uscire dai campi. Ci sono famiglie che ne hanno la possibilità ma non vogliono uscire dal campo. Capita che si scoprano ROM con conti correnti con migliaia di euro all’interno. Si è creata una fascia al margine della legalità: i campi ROM e devono essere chiusi e le persone integrate.

Tu parli di lavoro: ma oggi chi darebbe lavoro a un ROM? Con orari, ferie, con malattie, …

Conosco molte persone di etnia ROM che hanno abbandonato i campi da tempo e lavorano e sono integrati. Bisogna trovare forme di lavoro che siano idonee a loro, quindi di carattere cooperativistico. Se c’è la volontà di uscire dai campi nomadi in modo virtuoso, quindi assumendosi i diritti e i doveri di ciascun cittadino italiano, si può fare.

Le persone che sono in lista di attese che tipo di risposta hanno avuto dal governo di Alemanno e dalla amministrazione attuale?

Alemanno: La risposta è che la colpa è della sinistra che ha governato Roma per 30 anni. Perché la Destra ha governato per 5 anni, il M5S per 3 anni.
Roma ha bisogno di avere supporto alle spalle dallo Stato che deve difendere la propria Capitale. I governi non hanno mai capito quanto Roma è importante. I problemi di Roma non sono solo responsabilità delle amministrazioni, ma anche delle Regioni e dello Stato.

Gianni, cosa non rifaresti di quello che hai fatto in 5 anni che sono stati poi criticati?

La scelta delle persone che mi hanno aiutato nel percorso amministrativo.

Qualora dovessi tornare all’amministrazione, quali sono le cose che faresti per prime.

Doterei la città di un forte protezione civile, perché Roma ne ha bisogno veramente tanto poiché le emergenze della Capitale sono molto forti. Bisogna poi partire da tre cose: il decoro, le strade e la pulizia.

Federica Fiordalice

MAmanero

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