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All’interno dello SPECIALE REFERENDUM di giovedì 17 settembre è andato in onda su Non è la Radio il dibattito tra Stefano Fassina, deputato di Liberi e Uguali, ed Emanuele Pinelli militante di +Europa. Fassina è schierato per il Sì, ovvero a favore del taglio dei parlamentari da 915 a 600, mentre Pinelli per il No, cioè per mantenere l’attuale numero di parlamentari. Il dibattito è stato moderato da Christian Dalenz e da Leonardo Orsi.

GUARDA IL DIBATTITO TRA FASSINA E PINELLI:

Di seguito, vi proponiamo le affermazioni più significative fatte dai due partecipanti al confronto. Tra parentesi, il minutaggio del video qui sopra dove le potete ascoltare.

FASSINA

(1:12-2:03) Un minor numero di parlamentari è condizione necessaria ma non sufficiente per migliorare l’attività parlamentaria. Occorre modificare i regolamenti parlamentari per spostare più lavoro nelle commissioni, per esempio.

(2:30-5:34) Il mio precedente No è cambiato in Sì perché è cambiato il contesto; con il Conte I si voleva introdurre anche il referendum propositivo in una maniera devastante, perché contrapponeva la democrazia diretta a quella rappresentativa, e il vincolo di mandato. Tutto questo era associato anche a un ddl sull’autonomia differenziata, che a mio avviso determinava la fine dell’unità della Repubblica. Con il Conte II abbiamo eliminato tutte queste ipotesi, perciò ho cambiato opinione

(17:10-17:36) Con l’attuale legge elettorale la riforma rappresenta un sacrificio molto significativo dei partiti più piccoli. Esistono dunque aspetti negativi nella riforma, ma non sufficienti da superare quelli positivi.

(24:37-25:49)   Non condivido l’approccio giovani contro vecchi. È un impianto liberista utilizzato in modo strumentale per colpire le fasce più in difficoltà; ricordo che ci sono differenze di reddito anche tra i giovani, ce ne sono di ricchi e meno ricchi.

PINELLI

(6:25-7:13) Il taglio dei parlamentari rafforza chi è già forte e indebolisce chi è già debole. Noi giovani non abbiamo rappresentanza e con il taglio diventa ancora più difficile darcela, stesso discorso per le aree interne.

(19:20-19:49) Se ci sono meno deputati è improbabile che un partito possa avere, per quanto grande sia, abbia in aula persone in grado di fare i relatori. Con numeri più alti è più probabile avere a che fare con persone competenti

(20:46-21:10) Noi dobbiamo fare cose che sono popolari, non che appaiano popolari. Se gli italiani pensano che il parlamento sia un covo di farabutti, non dovremmo assecondare questa voce e così danneggiare gli italiani che vorrebbero un Parlamento efficace.

31:00-31:11 Dobbiamo convincere le persone che questo processo di snaturamento della democrazia parlamentare fa male alla povera gente.

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