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A Rive D’Arcano piccolo paese in provincia di Udine, un uomo nel 1942 decise di depositare in un libretto nominativo al piccolo risparmio del Banco di Napoli 70 centesimi.

L’uomo che si chiama Bonifacio Savio depositò al Banco di Napoli la somma di 596 lire e 70 centesimi. Per quell’epoca la somma depositata dal signor Savio era di tutto rispetto. Decise di depositarla per dare un futuro ai suoi figli e magari comprare una casa.

La guerra poi fece dimenticare a Bonifacio Savio il suo deposito. Dopo 70 anni il nipote Claudio, rovistando in uno dei cassetti di suo nonno, ritrovò il libretto.

Claudio restituì a suo nonno il libretto che all’improvviso iniziò a ricordare il suo deposito avvenuto nel 1942.

Il vecchietto decise di affidare il suo libretto al nipote che si rivolse a un avvocato per chiedere alla banca la chiusura del libretto e la restituzione della somma. Dopo cervellotici calcoli tra la banca e il legale del signor Bonifacio Claudio si arrivò alla definizione che la banca doveva versare una somma pari a 400 mila euro.

 

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