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La pandemia di Covid-19 si è trasformata in un’ulteriore sovraccarico di notizie, messaggi BOT e meme. Nell’infodemia presente è difficile riconoscere quali contenuti non siano generati con l’unico scopo di confondere l’utente. Così come spuntano le famose catene di Sant’Antonio di cui i boomers sono grandissimi appassionati. Se dovessimo credere alla rete, allo stato dell’arte, il virus sopravviverebbe per 9 giorni sull’asfalto e si propagherbbe nel raggio di 4,5 metri d’azione. FALSO! Come gli stessi dati privi di validità scientifca che emergerebbero da fantomatiche università di sperduti conglomerati urbani cinesi. Mai come oggi, le fake news ed i retwits di post assolutamente parziali, dissipano le nostre energie intellettuali nella ricerca della verità. Abbiamo bisogno di notizie chiare, di trasparenza e di conferire senso all’azione di grandi attori internazionali. Di riconoscere i nemici ed i loro ruoli, laddove il nemico pubblico numero al momento è una sequenza genomica variabile.

Quali sono le pedine in gioco?

In tutto questo grande vociare le pedine sul tabellone sono italiane, cubane, sudcoreane, cinesi. E l’Europa? Sembra essere diventata il capro espiatorio di ogni male economico e sociale. Eppure la differenza è proprio che le stesse truppe dell’Unione europea sono in realtà il risutato dell’assemblaggio di tanti soldatini nazionali. Sono infatti gli stessi stati membri a dare corpo e voce a quelle truppe. Gli stessi che hanno scritto le regole del gioco e che poi si lamentano qualora l’andamento del gioco prospetta tempi duri.

Bisogna essere molto attenti a definire i Cinesi come amici disinteressati.

E quindi l’Europa è brutta e cattiva e possiamo fidarci solamente della Cina?

Cerchiamo di fare chiarezza

Siamo alla terza equipe cinese, inviata da Pechino, per supportare le squadre di medici italiani che si battono in trincea ogni giorno. Fratelli. Magi che portano in dono la conoscenza ed un ramoscello di ulivo in mano, leggo spesso sulle bacheche. Sulla stessa linea d’onda anche il governatore Fontana in una conferenza stampa con l’equipe appena atterrata. Con il volto costernato, annuisce ai rimproveri dei cinesi per le troppe persone (da leggersi lavoratori) ancora in strada. Identificati i colpevoli e data una ragione all’elevatissimo tasso di mortalità in Lombardia si scagionano tutti gli altri. Compreso chi non ha voluto blindare da subito la regione. Chi, come Fontana, litigava con Conte per imporre la chiusura delle fabbriche a livello nazionale, perchè non voleva assumersene la responsabilità a livello regionale. E sicuramente non è colpa della diminuzione dei tagli alla sanità lombarda degli ultimi anni. Dove gli ultimi dati aggiornati al 2016 riportano un numero di posti in terapia intensiva di 794 letti. La popolazione della Lombardia contava nel 2015 10.002.615 abitanti. In rapporto mi sembrano un po’ pochini.

Posti letto in terapia intensiva nella regione Lombardia, dati aggiornati al 2016

Preferendo l’immagine della laboriosa lombardia, alla trasparenza ed alla salute dei cittadini, ecco che ci avviciniamo al modello cinese.

Non possiamo fidarci di alcuna veridicità dei dati in Cina

Infatti, secondo quello che riportano i dati del regime, oggi in Cina si sarebbero registrati solo 67 nuovi casi ( la quasi totalità importati dall’estero). Mentre i dati italiani si avvicinano vertiginosamente a quelli cinesi. Ma come stanno calcolando i nuovi casi di infezione le autorità cinesi? Il direttore della commissione sanitaria provinciale dello Hubei, Tu Yuanchao, afferma che nè i pazienti asinotmatici, nè coloro che dimostrano di aver contratto nuovamente il virus dopo essere guariti vengono inseriti nel conteggio. Questo falsa tutti il conto. Per non parlare di tutti gli altri dati sommersi. Ed ancora un cittadino residente ad Wuhan, intervistato da Epoch times ( giornale cinese, di cui potete agilmente trovare la versione inglese), afferma che la riapertura dell’attività di produzione potrà riprendere, come da disposizioni governative, solamente dopo due settimane di assenza comprovata di nuove infezioni ad Wuhan. Pare che il Partito comunista abbia come unico interesse di tornare ad inondare il globo della sua produzione. Dove se la salus della rei publica, e dei suoi cittadini, fosse stata primaria il Partito comunista non avrebbe dovuto smentire il pericolo del nuovo virus Sars fin dall’inizio.

E vogliamo veramente fidarci di loro?

“Timeo Danaos e dona ferentes”, direbbero i troiani. Ma in questo caso è Giorgia Meloni a Non è l’Arena a rischiarare le menti all’opposizione, ricordando di non stringere troppo il braccetto ai salvifici comunisti. Un entusiasto Di Maio, tanto quanto le infografiche di Facebook dei cinquestelle, ci ricordano dei doni portati dagli aerei cinesi, carichi di materiale sanitario e di mascherine. Ma questi aiuti, non sono piovuti dal cielo. Sono forniture che l’Italia ha pagato. Per la provincia dello Hubei, scongiurata l’emergenza ed in vista della riapertura totale delle attività prevista per l’8 Aprile, piazzare la propria offerta su un altro mercato non è che un doppio affare. Specialmente se si tratta anche di ricostruirsi un immagine internazionale di grandi filantropi. Proprio nel territorio dove i cinesi avranno i più grandi interessi per la realizzazione della Via della Seta.

L’argomento mascherine e respiratori è infatti uno dei principali nodi sui quali si accusano Francia e Germania della mancanza di solidarietà europea. La restrizione all’export è dovuta solamente ad una carenza interna che i due stati già dimostrano. Lo stato di emergenza è stato dichiarato in tutti i e tre i paesi. Perciò non esistendo una clausola d’emergenza di redistribuzione, nei trattati, ognuno fa fronte alle necessità nazionali. Dubito che l’Italia, qualora la crisi fosse esplosa più violenta in Germania, avrebbe privato i suoi operatori sanitari dei dispositivi medici per mandarli ai cugini tedeschi. Così, almeno per logica.

E cosa dicono invece dell’Italia In Cina?

Non è una novità che il social network WeChat, l’equivalente di un facebook cinese dalle innumerevoli funzionalità, riempie i suoi utenti (tutti i cinesi hanno un cellulare, immancabile anche per dei banali biglietti dell’autobus) di propaganda proregime. Al momento è il terreno più fertile di contenuti automatici per screditare tutto ciò che succede al di fuori dei suoi confini e ricordare come la Cina rimanga l’unico paese al sicuro. Il governo ha colto l’occasione, data l’esplosione del virus sul nostro suolo, di additare l’Italia come il primo vero focolaio mondiale. Anche il giornale governativo Global Times, il 22 Marzo, afferma che l’esplosione della pandemia potrebbe essere avvenuta in Italia causata da un ceppo nostrano. Un innumerevole serie di account twitter sembrano aver pubblicato il medesimo messaggio in Cinese “L’epidemia in Italia/Francia/Germania/Spagna è fuori controllo. Ho sentito da amici che lavorano negli ospedali italiani/francesi/tedeschi/spagnoli che le persone che si recano in ospedale non riescono a ricevere una dagnosi perchè non si hanno sufficienti tamponi”. Cercando a fantasia di coprire il più vasto numero di stati e gettare confusione sui dati reali.

Indovinate chi è che sta cercando di ripulirsi l’immagine per la fine dell’emergenza?

La Cina si sta proponendo come partner globale sanitario. Grazie all’immensa democraticità nella diffusione del Virus, la Cina si inserisce in diversi contesti nazionali per sviluppare una dipendenza se non sanitaria, almeno commerciale, da sfruttare nel dopo emergenza. Immaginando lo scenario africano come prossima emergenza globale, la lenta incursione della Cina dei precedenti decenni non poteva che trovare migliore occasione per rinsaldare i legami. Sono anni che il regime acquista terreni sul suolo africano, spedisce lì i suoi concittadini e accresce la loro dipendenza dai suoi prestiti, visibile nei sostanziosi debiti pubblici degli stati. E noi come Italiani, dovremmo ben guardarci dal divenire amici dello stesso stato che ha nascosto per almeno un mese l’esistenza del Virus.

Tra l’altro una delle possibili cause della sostanziosa diffusione del contagio nella zona lombarda, potrebbero essere proprio i vivaci contatti che gli imprenditori lombardi hanno con la Cina. Ipotizzando inoltre che la diffusione del contagio sia cominciata ben prima che esplodesse il caso del paziente zero. A dimostrazione che per ogni imprenditore tedesco che intrattiene relazioni con la Cina, ce ne sono almeno dieci italiani che si recano lì regolarmente.

Gli strumenti sono troppo limitati

Vogliamo allora davvero abbandonare il sogno europeo per tornare ad un’autarchia sotto l’egida cinese? Io guarderei alle nostre spalle, dove un’Europa democratica e trasparente fa il possibile per mettere in atto un’iniezione di risorse e trasferire cittadini europei, colti nel mezzo dell’emergenza. Oggi le istituzioni europee si trovano davanti alla più grave crisi globale dal secondo dopoguerra. Questa è una prova inedita per l’Unione, che si trova a fronteggiare un disastro economico e sociale con in dotazione limitatissimi strumenti d’emergenza. La verità è che non servono solamente iniezioni di liquidità agli stati, per carità i 750 miliardi sicuramente aiuteranno. Ma la risposta coordinata manca, perchè non è previsto nei trattati un meccanismo di coordinamento euopeo in caso di epidemia. Non c’è un organo deputato a decidere, nè la Commissione nè il Parlamento. E questo proprio perchè in fase di trattazione nessuno stato ha voluto erodere la sua “sovranità sanitaria”. Gli ospedali della Sassonia ed altre regioni tedesche si offrono di accogliere pazienti italiani, le famose mascherine sequestrate al confine ceco, erano indagine di una truffa internazionale ed un altro carico è stato inviato dal governo ceco  a sostegno dell’Italia. L’Europa si dimostra solidale con mezzi alternativi.

In tutto questo marasma mi fiderei più dei medici cubani. L’equipe accolta quattro giorni fa è dotata di expertise per aver già combattuto il virus Ebola. A loro forniremo solamente vitto e alloggio, non si è parlato di compenso. Alla Cina invece venderemo la nostra identità europea?

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Claudia Comandini

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