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A quei tifosi del Verona che hanno intonato i soliti e stucchevoli ululati razzisti all’indirizzo di Frank Kessie. No, paragonare una persona a una scimmia per via del suo colore della pelle non è un comportamento goliardico. Che non significa che tutte le persone che si sono prodigate – e che si prodigheranno – in quel nel nobile verso siano razziste (anche se qualche sospetto può venire, ndr), ma che quel comportamento è razzista. E in quanto tale va duramente punito.

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A Maurizio Sarri che, nonostante la polmonite che lo ha tenuto lontano dalla panchina per quasi un mese, ha continuato a fumarci sopra le svariate decine di sigarette. Nessuno deve dare l’esempio a nessuno, ma un pizzico di rispetto per se stessi ci vorrebbe. E magari, non dare al caldo tutta la colpa della peggiore Juve degli ultimi mesi.

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A Gustavo Dybala, fratello di Paulo, che a fine partita ha twittato «Al violino manca una corda perché suoni bene». Non è stato il caldo a fermare la Juventus al Franchi, non saranno le polemiche velate del fratello di un suo giocatore a farla ripartire.

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Al Paris Saint Germain, che fa di tutto per vincere a mani basse il titolo di squadra più antipatica del mondo. La collezione di All star ha portato zero trofei europei in bacheca, aver portato Mauro Icardi e signora a Parigi, controvoglia, difficilmente migliorerà la situazione. Come se non bastasse, i tifosi parigini hanno fischiato Neymar che li ha ripagati con il gol vittoria contro lo Strasburgo all’ultimo secondo, con la più spettacolare delle rovesciate, e con questo messaggio: “Ho fatto di tutto per andare via da Parigi”.
Molto bene.

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Alla Lazio, che vive il grottesco loop da Giorno della marmotta. Cambiano le stagioni, cambiano (pochi, ndr) giocatori, ma i limiti della squadra di Inzaghi restano sempre gli stessi. Contro la Spal, dopo un ottimo primo tempo e una buona quantità di occasioni fallite, Immobile e compagni hanno deciso di poter chiudere con tranquillità la partita sull’uno a zero.
Anche a Ferrara, tranquillo ha fatto una brutta fine.

5
Al Presidente Massimo Ferrero, che continua a tenere la Sampdoria nel più classico e nocivo clima d’incertezza. Apre alla trattativa con il gruppo rappresentato da Gianluca Vialli, dice che se arrivano i soldi cederà la società, e poi sostiene che con Vialli non c’è nessuna trattativa.
E intanto, la squadra di Di Francesco, rimedia la terza sconfitta consecutiva a suon di 9 gol subiti e 0 segnati.

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A Paulo Fonseca, che dice di aver capito il calcio italiano e di aver cambiato l’atteggiamento della sua squadra. Risultato, 4 a 0 contro il Sassuolo alla fine del primo tempo e 4 a 2 il finale. Sarà per l’arrivo di Mkhitaryan, già ben integrato nei movimenti offensivi, sarà per la canzoncina a lui dedicata che un improbabile poeta ha fatto circolare sui social, sarà per un Sassuolo brutto da vedere, ma la prima versione completa della sua Roma funziona.

7
All’Atalanta. Serena anche sull’1 a 1 contro il Genoa a Marassi all’ultimo respiro, bella da vedere, costante. Normale, che per il nostro sistema calcio è un enorme complimento.

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A Stefano Sensi, per il quale Elio Petri potrebbe riscrivere “La classe operaia va in Paradiso” – ma anche no, visto che un calciatore resta pur sempre un milionario. ll carattere di questo piccolissimo ragazzo di Urbino fa impressione. E anche il gol di testa in avvitamento contro l’Udinese non scherza.

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Al Bologna, che rimonta il Brescia a Brescia, vince 4 a 3, è seconda in classifica alle spalle dell’Inter e – con tutti i suoi giocatori – va a festeggiare sotto l’ospedale nel quale Sinisa Mihajlovic si sta sottoponendo al secondo ciclo di chemioterapia.
Non lo so, serve altro?

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A Sergio Scariolo, che col calcio non c’entra proprio niente. Il coach bresciano della nazionale spagnola di basket ha trascinato i suoi giocatori a vincere l’oro mondiale in Cina, battendo per 95 a 75 in finale l’Argentina, dopo aver fatto fuori la stra favorita Serbia di Sasa Djordjevic.
Qualche mese prima, Scariolo era seduto sulla panchina dei Toronto Raptors, come vice allenatore, mentre i canadesi facevano a pezzi – nelle finals – la leggenda vivente NBA dei Golden State Warriors.
Che fondasse un partito e portasse questo paese al trionfo contro le Forze del Male Universali Unite.

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