Scambio di candidati tra Zingaretti e Macron in vista delle prossime Elezioni Europee. Sandro Gozi sarà infatti candidato in Francia (contravvenendo anche alle regole interne del PD) metre un esponente di “En Marche” sarà candidata i Italia nel collegio Nord-Ovest.

Scelta non molto felice del Segretario del PD, poichè propio in questi giorni si stanno riacuendo le tensioni in Libia tra gli interessi francesi da sempre sponsor del Generale Haftar e quelli Italiani, rappresentati invece del Governo di Tripoli di Al-Sarraj.

LA SITUAZIONE IN LIBIA IERI:

Nella cornice delle rivolte anti-regime passate alla storia come “Primavere arabe”, quella libica ha assunto da subito tratti distinti, prendendo i connotati di un conflitto civile. Tra febbraio e ottobre del 2011, la “Giamahiriyya” (l’ordinamento sociale e politico) di Muammar Gheddafi fu messa all’angolo da avversari interni e quando la Francia dell’allora presidente Sakozy decise per un intervento militare (leggi bombardamenti). in quell’occasione lo Stato Italiano è rimasto colpevolmente muto, e poi ha anche appoggiato gli attacci francesi, andando anche contro i propri interessi.

LA SITUAZIONE IN LIBIA OGGI:

All’eliminazione di Gheddafi ha fatto seguito un lungo periodo di anarchia, cui le elezioni del 2014 non hanno posto fine. Al momento, la Tripolitania è in mano al Governo di accordo nazionale di Fayez al-Sarraj, sostenuto dall’Onu, mentre la Cirenaica è controllata dal generale Khalifa Haftar, braccio armato del governo di Abdullah al-Thani, in esilio a Tobruk. Fra le due zone, una miriade di milizie islamiste e di tribù pronte a schierarsi in base alle convenienze.

GLI INTERESSI DELLA FRANCIA:

La rivalità tra Italia e Francia in Libia non è solo una questione politica, ma anche economica e legata al petrolio libico. Negli ultimi anni di guerra civile, l’ENI, la più importante azienda energetica italiana, è stata l’unica società internazionale in grado di produrre e distribuire petrolio e gas in Libia, grazie soprattutto ad accordi con milizie locali che le hanno garantito sicurezza e protezione. Dalla scorsa primavera, però, Total, la principale azienda energetica francese, è tornata a muoversi nel paese, con acquisizioni e partecipazioni societarie che potrebbero portare la produzione francese in territorio libico a 400mila barili di greggio al giorno nei prossimi tre anni.

DA CHE PARTE STA IL PD ?:

E’ chiaro che in una situazione così complicata, senza un governo stabile e con la possibilità di una guerra civile dietro l’angolo, la scelta del PD di “scambiare” dei candidati con il partito del Presidente Francese Emanuel Macron, rischia di essere un tremendo autogol. Non solo in termini di voti, ma soprattuto nell’evidenziare che l’Unione Europea appare un luogo poco efficiente per la mediazione dei conflitti tra i vari interessi degli Stati che la compongono.

 

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