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CRIART… E MIGLIAIA DI CHIODI DIVENTANO UN QUADRO

Una semplice foto, un martello e migliaia di chiodi e tantissime ore di lavoro e passione. Da quando ha scoperto questa forma d’arte è quasi impossibile riuscire a parlare con Cristian Troiani, 45 anni, tifosissimo laziale, nella vita ufficialmente di professione ottico che però ultimamente sta dedicando tutto il suo tempo a CRIART, una forma d’arte che rende viva una foto qualunque, che sia un ritratto, un monumento, o un panorama.

Migliaia di chiodi conficcati su una tavola di legno e la torre Eiffel, o quella di Pisa, o l’insegna di un negozio prendono vita in un modo che non avete mai visto prima.

Come hai avuto l’idea?

Difficile definire il momento preciso in cui tutto è iniziato ma certamente nulla sarebbe successo senza questi elementi: il negozio di ottica a via Livorno, sotto un palazzo di sei piani nel quale all’ultimo viveva Remo Remotti, il quale, nel suo ultimo periodo, come hobby, batteva chiodi sopra una tavola d’alluminio. Era il 2012 e lavoravo per Alitalia con orario notturno, tornavo a casa alle 5 del mattino e nel corso del giorno frequentavo Remo e questo suo hobby mi aveva incuriosito.

Un giorno decisi di realizzare un’opera simile per mia madre ritraendo con i chiodi il colosseo (l’alluminio io non l’ho mai usato) e mi misi con un banchetto sul marciapiede adiacente all’ingresso dell’ottica.

Suscitai d asubito l’interesse dei numerosi passanti di via Livorno che interessati mi chiedevano se lo realizzassi per venderlo, se potessero ordinarne uno per loro, e probabilmente in quel momento cominciai a comprendere che quel passatempo poteva avere un suo seguito, tanto è vero che quel colosseo lo vendetti per 3800 euro.

Tra i primi lavori ricordo alcuni loghi di brand dell’abbigliamento, di negozi e di squadre di calcio, all’inizio li facevo nei miei ritagli di tempo, era ancora solo un gioco, poi quando sono cominciati ad aumentare, ad essere commissionati da aziende, ristoranti, personaggi noti del panorama calcistico e della tv ho realizzato che doveva essere questa la mia strada e ho lasciato il mio lavoro presso Alitalia.

 Quanto tempo dedichi al tuo lavoro e quanti chiodi riesci a battere in un’ora?

Questo dipende dalle giornate e dalla difficoltà del lavoro che eseguo, ma in genere riesco a battere circa 500 chiodi in un’ora, e volendo fare una media lavoro 4 ore al giorno per cui un 2000 chiodi al giorno riesco ad infilarli

Qual è stato il lavoro più impegnativo?

 Non so dire quale sia il più impegnativo, a modo suo ogni soggetto che “batto” ha le sue difficoltà, alle volte risiedono nel disegno, alle volte nel metodo con cui approcciare la realizzazione con i chiodi. Cambio spesso metodo in base a cosa vado a produrre, in parte la forza sta nel saper comprendere l’anima di ciò che stai facendo.

 Il lavoro che ti ha dato più soddisfazione?

Mah, tutti danno le loro soddisfazioni, certo averne realizzato uno per Cataldi e uno per Lulic, per me che sono lazialissimo, mi ha reso molto orgoglioso, però anche il sorriso di una persona che vede realizzato esattamente quello che voleva mi gratifica tantissimo.

Ad oggi, soprattutto dopo aver postato sui social il lavoro per Cataldi, che lui ha ripostato sul suo account, sono subissato di richieste e al momento ho più di quaranta quadri da realizzare….. credo sarò occupato per almeno un anno.

Valerio Scambelluri

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