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La macabra classifica dei morti e contagiati di tutto il mondo si aggiorna di ora in ora, con gli USA a farla da padrone davanti al Brasile.
E, per quanto riguarda l’America Latina, la narrazione del cosiddetto mondo occidentale si ferma qua.

Oltre alla semplice e – mi perdonerete – pressochè inutile rincorsa ai numeri c’è però molto altro. Prendiamo ad esempio il caso dell’Argentina: dallo scorso venerdì Buenos Aires è tornata per l’ennesima volta in default, considerato il mancato pagamento di una rata di 500 milioni di dollari con i fondi d’investimento esteri, già prorogata lo scorso 22 aprile.

In un paese con un debito pubblico alle stelle (414 miliardi di dollari, pari al 93% del PIL, ndr) e già messo in ginocchio da due fallimenti, la situazione è nuovamente al limite.
Quello che però non viene raccontato sono le misure restrittive legate all’emergenza Covid19.
Il distanziamento sociale è stato prorogato fino al prossimo 7 giugno ed è stata introdotta un’app molto simile alla nostra Immuni:

si chiama CuidAr (dallo spagnolo cuidar, prendesi cura), ogni utente avrà associato al proprio DNI un codice QR e il permesso – con tanto di finestra oraria – per uscire di casa, spostarsi ed andare al lavoro. Quello che al momento la differenzia da Immuni è che se non installi CuidAr, sulla metropolitana non puoi salire.

Il procedimento è il seguente: prima di uscire ci si misura la temperatura e si valuta la presenza o meno di sintomi associabili al Covid19, dopo di che si inseriscono i dati all’interno dell’app, comprese le eventuali malattie pregresse, quelle croniche o anche una gravidanza – alla faccia dell’illusoria privacy.

A quel punto l’app emette il verdetto: se non riscontra sintomi da Covid19, l’utente ottiene il suo certificato di circolazione, può andare al lavoro per i successivi 14 giorni con la raccomandazione di ripetere l’autovalutazione ogni 48 ore. Se, invece, il sistema rivela un rischio di contagio, verranno elencate le misure necessarie alla cura e partirà un vero e proprio conto alla rovescia di due settimane durante le quali la persona dovrà rimanere in isolamento.

Anche l’azienda per la mobilità ha introdotto l’uso dell’app, per prenotare dei veri e propri turni per salire sulla metropolitana nelle ore di punta e andare al lavoro.

L’obbligatorietà di questa app è una misura che il nostro governo ha più volte respinto al mittente ma l’esempio dell’Argentina, che a tutti gli effetti rappresenta una costola dell’Italia oltreoceano, deve far riflettere.

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