Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri
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Covid, Sileri: «Se in molti non vorranno vaccinarsi, introdurremo l’obbligo» Le parole del viceministro alla Salute in un intervento a Radio Radio

Seconda ondata

“Sicuramente la ripresa delle attività con l’arrivo dell’autunno ha portato a una recrudescenza del passaggio del virus. La scuola come lo stare in classe non ha determinato grossi contagi. È più verosimile che i contagi siano avvenuti fuori in tutte quelle occasioni che vedono persone più giovani aggregarsi e poi portare il virus a casa. Non solo i liceali, anche i più giovani oltre il liceo”.

Vaccino

“I vaccini sono in dirittura di arrivo. È chiaro che qualcuno arriverà prima, qualcuno dopo. Non significa che a gennaio avremo vaccini per 60 milioni di italiani, significa che entra la disponibilità. Prenderemo il 13% di tutte le dosi che arriveranno in Europa e piano piano si procederà alla distribuzione. Il che significa ridurre le chance di contagio a partire da coloro che sono più fragili, i più anziani. La strada, iniziando le vaccinazioni, sarà sicuramente in discesa.

Avremo bisogno magari di aree circoscritte… se riuscissimo a mantenere un giallo per tutte le regioni una volta ottenuto e se riuscissimo a mantenere il giallo anche per il periodo natalizio e traghettarci al nuovo anno con meno contagi e meno posti in terapia intensiva occupati, questo renderà le cose più semplici.

Noi abbiamo 14 milioni di persone sopra i 65 anni in Italia, purtroppo abbiamo avuto esperienza di diverse decine di migliaia di morti sopra i 65 anni. È chiaro che sono loro che devono essere protetti. La protezione di gregge deve partire dalla popolazione più anziana”.

Obbligo vaccini e comunicazione

“Serve la massima trasparenza di quelli che sono i dati su questi vaccini per far capire meglio le cose. Io credo che ci sarà tantissima adesione alla vaccinazione, più di quella del vaccino antinfluenzale. La trasparenza a monte credo sia la cosa più importante non per convincere alla vaccinazione, ma per far capire la bontà di ciò che è stato prodotto e la necessità.

Crisanti ha detto una cosa tecnica in una forma un po’ imperfetta, avrebbe potuto dire la stessa cosa con altre parole e non sarebbe nata la polemica. Ripeto: trasparenza nei dati, dati in fretta per far capire che il vaccino arrivato a questa fase è sicuro ed efficace, altrimenti non saremmo a discutere. Immaginate la rivalità che c’è fra le aziende l’errore di una sarebbe molto sottolineato dalle altre, quindi ci troviamo in un equilibrio perfetto. Dire non mi fido voglio vedere i risultati è come dire mando avanti gli altri e vediamo che succede. Bisogna credere nelle istituzioni, c’è un ente europeo che controlla decine di farmaci che vengono utilizzati e salvano vite umane. Non è una ricerca nata ieri.

Si parte senza l’obbligo e poi vediamo in itinere anche l’aderenza alla vaccinazione. Se poi ti trovi che le persone non vogliono farsi il vaccino perché hanno timore e solo il 15% ne fa uso è chiaro che bisogna ricorrere a qualche forma di obbligatorietà ma credo che non vi sarà nessun bisogno. Anzi credo che gran parte della popolazione una volta arrivato chiederà di fare il vaccino. Spero che avremo le dosi quanto più in fretta possibile”.

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