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Nessuna pressione sulle terapie intensive italiane. Lo assicura il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri, intervenendo oggi a Finance Community week:

‘In Italia a marzo c’erano 5.179 posti letto di terapia intensiva. Al picco dell’emergenza della prima ondata noi avevamo circa 7mila pazienti covid ricoverati in terapia intensiva, duemila di più di quelli che la totalità dei reparti potevano accogliere. Oggi – ha spiegato quindi Arcuri – abbiamo circa 10mila posti, le abbiamo raddoppiate, e arriveremo a 11.300 nel prossimo mese. Oggi i ricoverati in terapia intensiva sono 3.400, quindi la pressione su questi reparti non c’è”.

“Negli ultimi 30 anni – ha continuato il commissario – noi abbiamo pensato un po’ troppo al nostro stato patrimoniale e un po’ troppo poco al nostro conto economico. Noi abbiamo giustamente pensato che avevamo troppi debiti e spesso trascurato la evidenza che non c’è modo migliore che fare crescere i ricavi per pagare i debiti che avevamo ereditato. Ci siamo concentrati troppo sullo stato patrimoniale e posto in essere politiche sacrosante, che credo non dovessero però essere esclusive, legate al contenimento del debito. Abbiamo spesso dimenticato le politiche per sostenere il sistema produttivo”.

”Abbiamo abbattuto la nostra scure a partire dai settori strategici come la sanità e l’istruzione che sono certamente due tra i più importanti – continua – Io vorrei che dopo questa tragedia il mio paese ricominciasse a pensare di più al proprio conto economico e a pensare il giusto al suo stato patrimoniale”.

LA SCOPERTA DELL’ISTITUTO TUMORI DI MILANO: “IL CORONAVIRUS IN ITALIA GIÀ DA SETTEMBRE 2019”

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