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“Magari la gente mi darà del menagramo ma non dell’illusionista”. Lo dice Massimo Galli, professore ordinario di Malattie Infettive all’Università di Milano e direttore del dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’ospedale Sacco, ribadendo le sue preoccupazioni sull’aumento dei contagi di Covid in Italia. “Ci sono persone che accusano quelli come me, che ricordano cose di questo genere, di scoraggiare o terrorizzare le persone. Io penso che le persone non possano essere considerate come un popolo a cui raccontare le cose a metà. Credo che sia importante, se c’è una preoccupazione, che venga resa esplicita”, sottolinea Galli.

“I numeri ci dicono questo, quelli di ieri dovevano essere numeri in calando perché si sa che la domenica i tamponi sono più limitati. E anche oggi mi aspetto che non siano così terribili. Ma il dato della Lombardia, ad esempio, fa pensare. Bisogna tornare a stare molto attenti, anche perché l’estate ha sparso l’infezione un po’ in tutta Italia”. Parlando delle nuove misure al vaglio del governo, l’infettivologo dice che “ridurre i giorni della quarantena a 7 o 10 giorni senza test non è l’idea migliore, è una scorciatoia”. “Sette o 10 giorni con un test che possa essere molto rapidamente trasferito come risultati alla persona, invece, può essere una soluzione importante”, spiega ancora.

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