Vaccino Covid
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È la diffusione della variante inglese la grande incognita che pesa sul monitoraggio settimanale dell’epidemia, che determina come ogni venerdì i nuovi colori delle regioni.

La variante in molte grandi Regioni rappresenta oltre un terzo dei nuovi contagi. In Toscana è al 35, in Puglia e in Emilia al 38%. Ci sono poi realtà, come Marche, Umbria e Molise, dove ha superato il 50%. Il tutto grazie a una contagiosità, stimata proprio in questi giorni nel nostro Paese, di circa il 38% superiore al coronavirus che ha circolato fino ad ora.

L’Rt nazionale torna sopra 1

L’Rt nazionale, che verrà comunicato oggi dalla Cabina di regia, sarebbe tornato dopo tre settimane superiore a 1, cioè la soglia considerata di sicurezza. Tra le Regioni dove la variante circola di più, l’Umbria è già in zona arancione e in parte (la provincia di Perugia) rossa mentre nelle Marche è stata isolata la provincia di Ancona, anche se la Regione questa settimana resterà gialla.

Tre nuove regioni verso l’arancione

Il Molise oggi diventerà arancione in base all’ordinanza che il ministro Roberto Speranza farà dopo la conclusione del monitoraggio. Non sarà la sola. Altre due Regioni sono indiziate di un possibile cambio di colore, dal giallo all’arancione. Si tratta di Emilia Romagna, il cui assessore alla Salute Raffaele Donini ieri ha messo in dubbio il sistema dei colori, e Campania, dove nelle ultime settimane si è osservato un aumento costante dei casi. Si aggiungeranno ad Abruzzo, Toscana, Liguria e Provincia di Trento.

Ancora in rosso Bolzano e buona parte dell’Umbria

Bolzano invece si trova in zona rossa per sua volontà, e l’Umbria è rossa appunto solo in parte. Qui il problema è la presenza anche della variante brasiliana. Ieri nuovi esami dell’Istituto superiore di sanità hanno rivelato altri 41 casi di quella modificazione del coronavirus, considerata preoccupante perché di deve ancora chiarire bene quanto il vaccino li contrasta.

Chiusure mirate nelle regioni gialle, dal Piemonte alla Lombardia

Resteranno così undici le Regioni gialle nel nostro Paese. Tra queste c’è il Piemonte, che ha fatto sapere di pensare a zone rosse in aree particolarmente colpite dal virus. La stessa cosa è stata fatta ad esempio anche in Lombardia, dove i dati sono in peggioramento e sono stati trovati diversi casi di variante anche in nidi e materne. Anche il Lazio resta giallo, come ha annunciato ieri l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato.

La Val d’Aosta vede il bianco

Se in molte Regioni le cose peggiorano, ce n’è una che potrebbe finire addirittura in zona bianca, una classificazione mai raggiunta da nessuno. Si tratta della Val d’Aosta, che oggi potrebbe avere per il terzo monitoraggio di seguito un’incidenza settimanale inferiore a 50 casi per 100mila abitanti, un rischio basso e un Rt inferiore a 1. Non è passato molto tempo da quando la Val d’Aosta era arancione. Essendo molto piccola può veder cambiare più rapidamente lo scenario dell’epidemia. Non è detto comunque che diventi bianca, lo decideranno al ministero dove aspettano anche di capire se il sistema di colori verrà mantenuto così com’è dalla presidenza del Consiglio. Potrebbero essere fatti cambiamenti, probabilmente non pesanti, magari per rendere ancora più semplice la creazione di zone rosse all’interno delle regioni.

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