Coronavirus (COVID-19)
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Il Coronavirus (COVID-19) circa due mesi fa è entrato in Europa e dopo due mesi ha superato il numero di contagi e dei morti registrati dalla Cina. Nonostante che questo abbia come “paziente 0” un cittadino tedesco, in Italia ci sono più contagi. Non pare possibile che il virus abbia due forme diverse (più aggressiva e meno) nei due paesi presi in considerazione. Eppure, ci sono fattori che hanno determinato le sorti dei due paesi.

In Italia oggi si conteggiano 86498 casi con un numero di morti pari a 9134. Il tasso tra il numero di contagiati A CUI È STATO SOTTOPOSTO IL TAMPONE e il numero di morti è circa il 10%. (vedi bollettino italiano).
Invece, in Germania il numero dei contagi è arrivato a 50473 con un numero di deceduti di 338. Con un tasso di circa 0,5 %(vedi bollettino tedesco).

Differenza principale: Posti letto negli ospedali

Come è noto in Italia c’è un’emergenza di posti per i pazienti in terapia intensiva. Questo è causa di un sovraffollamento degli ospedali dovuti ai molti contagi. Non solo: “Quando il sistema sanitario è significativamente sovraccarico, è possibile che le persone infette che sarebbero sopravvissute in altre circostanze muoiano” affermma l’epidemiologo clinico Berit Lange del Centro Helmholtz per la ricerca sulle infezioni. Come sappiamo in alcune regioni d’Italia è successo. I medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo hanno riportato le condizioni sul posto di lavoro sulla rivista NEJM Catalyst (Nacoti et al., 2020). “Il nostro ospedale è altamente contaminato e da tempo abbiamo raggiunto il punto critico” hanno scritto nel rapporto. “Contaminato” in questo momento esprime il fatto che nell’ospedale le persone non infette si possano contagiare attraverso le superfici.
In Germania un tale fatto non può accadere. La struttura sanitaria nazionale tedesca contiene 5 volte di più numeri di posti letto ed attrezzature dell’Italia. Tant’è che lo stato della Sassonia ha dichiarato che è pronto ad ospitare pazienti italiani per le cure intensive. (vedi articoli: Repubblica e Berlino Megazine).

La fascia di età colpita dal COVID-19

Come riporta l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), le fasce d’età più anziane sono molto più frequenti nelle statistiche ufficiali italiane. Più di un terzo delle persone infette ha più di 70 anni. Secondo l’Istituto Robert Koch (RKI), invece, la grande maggioranza delle persone infette conosciute in Germania ha meno di 60 anni.
Questo è stato un “punto a favore” per la Germania. Perché come sappiamo il virus è letale per le persone più anziane e per chi ha problemi respiratori. “Sappiamo da altri paesi, e ora anche dalla Germania, che sono morte molte persone infette che avevano già avuto malattie precedenti”, dice l’epidemiologo Lange. Tuttavia, dai dati finora pubblicati non è possibile stabilire se in Italia sono state contagiate più persone che in Germania. Inoltre, si sa poco sulle condizioni di vita generali delle persone infette: Gli italiani infetti fumavano più spesso dei tedeschi? Come si sono nutriti? Facevano esercizio fisico regolarmente? Tutti questi potrebbero anche essere fattori che influenzano il fatto che qualcuno muoia a causa di un’infezione da sars-CoV-2 o meno – se questo è il caso non è ancora noto.

Conclusioni COVID-19: competizione superficiale

Nell’articolo non si è trattato del tema tamponi (il numero e le differenze) perché sia i giornali italiani che quelli tedeschi sembrano non concordare fra di loro. Il punto è che non si tratta di una competizione. Qui si tratta di collaborare su i dati scientifici e sui metodi per non far accadere il peggio.
Secondo i dati, si può solo affermare che l’Italia sta in uno stato più avanzato della Germania. Ed insieme stanno collaborando, adottando entrambi (insieme all’Europa intera) delle misure simili.
Misure come il lavoro a domicilio, la chiusura delle scuole, la protezione speciale per gli anziani e i malati e il costante isolamento delle persone infette sono efficaci per contenere la pandemia. Lo dimostrano i dati della Cina e della Corea del Sud.
Ora tocca a voi decidere. Si vuole fare ancora dei confronti su chi è “più bello”? O fare discorsi sulla responsabilità dell’UE? In emergenza TU come reagiresti?
Siam tutti agitati, forse la quarantena non è quello spazio che come dice il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di pensiero e di star con noi stessi. In un momento come quello di ora, la capacità di contenere le parole e di rifletterci sopra è da pochi. In una situazione di emergenza, dovremmo capirci, non fare a gara su chi è stato più utile alla società.
Quando si afferma: “Distanti oggi per abbracciarci domani” non vuol significare che dobbiamo star distanti con la mente, ma solo fisicamente. Se siam distanti con la mente avverrà una nuova epidemia in Europa: l’odio irrazionale

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