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Sappiamo che in Italia, il tasso di letalità del coronavirus sfiora il 10% dei casi accertati, mentre in Europa il conteggio dei morti è molto più basso. Perchè?

Sulla scena europea, i vari Paesi registrano percentuali di decessi da Covid-19 molto diverse fra loro. Secondo il sito Worldometers, oggi al primo posto nell’Ue per letalità da coronavirus c’è il Belgio, con una media di 445 morti per milione di abitanti. Seguito da Spagna (428) e Italia (376). Bassissima la percentuale tedesca: 52.

Come sono possibili tali differenze? “Gli esperti” ci parlano dei fattori che possono influire nei gap di letalità del Covid-19 da uno Stato all’altro, individuandoli nell’ l’età media della popolazione,  nella forza del sistema sanitario locale ma spesso dimenticano di informarci che queste disparità hanno soprattutto a che fare con metodi di conteggio delle morti o degli stessi contagiati totali, per niente facili da quantificare.

La trasparenza Italiana

L’Italia include nel registro delle vittime di coronavirus tutti i pazienti che sono risultati positivi e che sono deceduti. Il che avviene indipendentemente da altri fattori clinici, come deciso dall’Istituto superiore di sanità. E questo porta a tenere conto anche di persone che soffrivano già di gravi patologie, alle volte già in stadio avanzato.

La Francia e la Spagna:

Gli esperti di epidemiologia avvertono che non tutte le morti collegate al In Francia, ad esempio, non sono stati contati i decessi avvenuti fuori dagli ospedali. Situazione simile anche in Spagna, dove, secondo El Pais, non sono state sottoposte a test né le persone morte in casa né i malati deceduti nelle case di riposo per anziani.

Il metodo inglese

Fino allo scoppio dell’epidemia di coronavirus, nel Regno Unito, quando un paziente moriva in ospedale per un’infezione respiratoria, la causa specifica del decesso non veniva mai registrata. Il referto medico indicava semplicemente broncopolmonite, polmonite, età avanzata o simili diciture. Solo a partire dal 5 marzo il Covid-19 è entrato nell’elenco delle notifiche obbligatorie. Il Regno Unito differisce da altri Paesi europei anche per il modo in cui vengono condotti i test, sottoposti ai soli pazienti ospedalieri per il momento. Per tale motivo le autorità sanitarie britanniche si sono sentite in dovere di avvertire che quando il numero di casi positivi era pari a circa 500 persone, le cifre reali potevano essere comprese tra i cinquemila e i  diecimila contagi. Il tasso di mortalità nel Regno Unito, che attualmente si attesta al 6%, sarebbe in realtà molto più basso se si contassero anche i contagi extra-ospedalieri, sottolineano gli esperti, che lo quantifica a meno dell’1 per cento.

Il conteggio in Germania

La Germania, con un tasso di letalità pari a 0,72%, è stata spesso criticata nelle ultime settimane per il suo modo di conteggiare le vittime del virus.In un primo momento la Germiania aveva deciso di conteggiare solo i morti “di Coronavirus” e non  “con Coronavirus”.  Ora, se l’Italia usasse questo criterio, dovrebbe considerare solo 0,8 per cento dei decessi totali perché, come ha dichiarato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, “solo lo 0,8 per cento dei morti non ha già patologie”.

ccessivaqmente, Il Robert Koch Institute, che si occupa di tenere conto delle morti accertate, ha assicurato al quotidiano spagnolo El Pais che “tutti i decessi correlati alla malattia di Covid-19 sono registrati” sia con riferimento alle “persone decedute direttamente dalla malattia” sia “per i pazienti con malattie precedenti che rendono impossibile dimostrare chiaramente quale è stata, in definitiva, la causa della morte”.

Secondo la portavoce dell’Istituto, le persone decedute che non erano state sottoposte al test Covid-19 in vita, ma sospettate di essere morte di Covid-19, possono essere sottoposte al test post mortem. Tuttavia lo stesso Istituto sottolinea la necessità di evitare esami post mortem interni, autopsie o altre misure che producano aerosol, poiché anche i morti infetti sono considerati contagiosi. «In assenza di protocolli internazionali vengono effettuati meno test post-mortem che altrove, anche questo abbassa il numero dei decessi legati al Coronavirus» ha ammesso lo stesso direttore del Robert Koch Institut Lothar Wieler.

Ma, come scrive il quotidiano bavarese Merkur, «l’autorità sanitaria della città di Amburgo ha recentemente dichiarato che i decessi di Corona devono essere contati in modo diverso rispetto all’Rki. Presso l’Istituto, tutti i decessi in cui è stato rilevato il virus SARS-CoV-2 sono inclusi nel conteggio dei decessi. Ad Amburgo, sono inclusi nel conteggio dei decessi solo i deceduti di Covid-19».

Come commenta il sito della radio bavarese Bayerische Rundfunk, «questo fa anche pensare che le persone muoiano di o con il coronavirus senza essere incluse nel censimento, perché non vengono mai testate». Del resto, come sottolinea il sito austriaco Mimikama, che ha come motto «Prima pensare poi cliccare», «lo stesso Robert Koch Institut presume che le morti siano sottovalutate – cioè che muoiano più persone a causa di Covid-19 di quante ne vengano ufficialmente denunciate». Del resto, il presidente dell’Istituto Robert Koch, Lothar Wieler ha ammesso: «Il tasso di mortalità è piuttosto sottovalutato che sopravvalutato».

L’Allarme del Ministro della salute del Belgio:

In questa situazione di totale incertezza sarebbe necessario che per lo meno tutti i Paesi Ue adottassero gli stessi criteri nella registrazione e nel conteggio dei decessi. Come ha detto la premier belga Sophie Wilmes, sotto attacco per la cifra spaventosa di morti nel Paese, il suo governo «ha fatto la scelta della totale trasparenza quando si è trattato di comunicare le morti collegate al Covid-19».

Lo stesso si può dire dell’Italia: al di là dei casi singoli, in particolare di quelli che si sono verificati nelle case di riposo, a livello nazionale il nostro Paese, con tutti i suoi limiti e manchevolezze, ha adottato criteri di trasparenza. Gli altri Paesi hanno fatto la stessa scelta?

Se così non fosse, a 150 anni di distanza, la provocazione del premier britannico Lord Benjamin Disraeli sarebbe più valida che mai: «Ci sono tre tipi di bugie: quelle con le gambe corte, quelle con le gambe lunghe e le statistiche»

 

 

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