Ifo Roma Covid
MAmanero
Bar Lazio
onlusAssociazione la compagnia di gesù
True Beauty lab

Gli Istituti Fisioterapici Ospitalieri  (IFO) sono il soggetto giuridico pubblico che  sin dal 1939 gestisce l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) e l’Istituto Dermatologico San Gallicano (ISG), Istituti di Ricovero a Carattere Scientifico* (IRCCS) ad indirizzo monospecialistico, oncologico e dermatologico. Per molti malati di tumore rappresentano una vera ancora di salvezza nel mezzo di una malattia gravissima sotto il profilo dellassistenza della cura dei pazienti.

In queste strutture,infatti, il paziente viene preso in carico, durante tutte le fasi della malattia e nella piena integrazione delle terapie Mediche, Chirurgiche, Radioterapiche, di Medicina Nucleare. La forte connotazione specialistica che caratterizza la diagnosi e cura di patologie tumorali e malattie della pelle garantisce ad ogni paziente l’approccio più adeguato al proprio bisogno di salute.

E’ logico quindi immaginare che, se alcuni casi di Covid dovessero essere riscontrati in una struttura del genere, si tratterebbe di una vera e propria “Bomba batteriologica” destinata a chi sta già lottando contro malattie che rischiano di aggravarsi e portare al decesso.

Trasferimento di Malati e personale Sanitario, ma chi controlla?

Già dal 22 Marzo, la Regione  Lazio aveva avviato degli incontri -rigorosamente in video conferenza- tra l’assessorato alla salute e i Direttori Generali delle strutture regionali al fine di verificare costantemente il numero dei contagi, tra pazienti e personale, presenti nella struttura da essi diretta.

il Diretore generale dell’IFO, Francesco Ripa di Meana, aveva messo nero su bianco l’assenza di contaminazioni all’IFO, invitando ad implementare l’attività chirurgica all’interno dell’Istituto oncologico, poichè ritenuto sicuro.

il giorno successivo, il 23 marzo, dopo la dichiarazione di assenza di contaminazioni dell’Istituto di Via Cristoforo Colombo, la struttura si prepara ad ospitare 16 pazienti necessari di interventi chirurgici, tra  cui una 89enne.

Chiaramente un conto è spostare i malati oncologici in una struttura “sicura”, altro invece è trasferire il personale sanitario provienente da struttre in cui i casi di COVID erano assai più numerosi. Questi traferimenti non potevano essere sicuri e quindi era impossibile garantire la sicurezza dei pazienti e del personale sanitario della stessa IFO.

Ma l’Ifo non aveva assenza di casi Covid

Ma l’Ifo non aveva assenza di casi Covid, come sottolineato da una dettagliata lettera del professor Francesco Cognetti, direttore Uoc di oncologia medica.

PROT.52 DEL 09.04.20 SITUAZIONE COVID-19 ISTITUTO REGINA ELENA DI ROMA

Nel comunicato stampa di Marzo, non si menziona che il direttore della chirurgia toracica era stato trasferito in terapia intensiva e successivamente in rianimazione per Covid 19 (diaginosticato in altra struttura) da almeno da 4 giorni.

  Non solo, anche dai tamponi effettuati  su una ristretta cerchia di personale che operava a contatto con il direttore della chirurgia, in 5 erano risultati asintomatici, 3 erano stati posti ai domiciliari, 1 paziente contagiato era stato ricoverato in chirurgia toracica.

A tutto questo si aggiunge che anche un’altro chirurgo consulente ex IFO e che aveva continuato ad operare nella struttura, era già in quarantena  da prima.

Le proteste dei sindacati e le richieste di chiarimento, hanno solo minimamente smosso la posizione del Direttore Generale, che in successive comunicazioni si è però limitato a minimizzare l’accaduto, senza però fare riferimento a un ricoverato in rianimazione, sospetto COVID.

Ma perché perché tutta questa ritrosia nell’affrontare un problema che comunque attanaglia tutte le strutture ospedaliere d’Italia?

Questo non lo sappiamo. A voler essere maligni e sospettosi verrebbe da pensare che una sanificazione completa della struttura, richiederebbe la chiusura dei reparti per diversi giorni, creando disequilibri finanziari e perdita di contributi da parte della Regione. Sicuramente non sarà così, ma di certo le numerose richieste di chiarimento da parte di medici e sindacati lasciano più di un dubbio.

Nonostante gli esiti positivi dei tamponi, l’Ifo si prepara ad accogliere nuovi malati. 

Arrivaimo così’ all’ otto aprile, la Regione Lazio convoca un’altra conferenza, ed anche questa volta  l’ IFO non parla  di nuovi contagi e neanche dichiara nulla al personale dell’ospedale. I tamponi vengono fatti in  luoghi poco idonei e sempre secondo i sindacati e non con i distanziamenti previsti dalla legge. I positivi saranno 4, questa volta, che si vanno a sommare a quelli precedenti per un totale di 14.

L’Ifo tuttavia, sembra voler andare avanti nella sua strategia di voler ospitare malati ed equipe mediche, malgrado la situazione, ed infatti questa volta la convenzione viene firmata con l’Ospedale Vannini, che di casi Covid ne ha invece molti di più.

Insomma una situazione sulla quale andrebbe fatta tutta la chiarezza necessaria, perché il Paese non ha certo bisogno di altri casi come quello del Pio Albergo trivulzio

LEGGI ANCHE: Cronaca: L’incubo del Coronavirus sta cambiando le nostre vite

ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE

SEGUICI SU FACEBOOK TWITTER INSTAGRAM

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MAmanero

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here