The handout photo made available by the Chigi Palace Press Office shows Italian premier Giuseppe Conte receiving President-elect of the European Commission, Ursula von der Leyen, for a working lunch at Chigi Palace in Rome, Italy, 02 August 2019. ANSA/ CHIGI PALACE PRESS OFFICE/ FILIPPO ATTILI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++
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Si fa un grande parlare del Consiglio Europeo che si terrà  oggi alle 15 in videoconferenza, la quarta in modalità Matrix. Spartiacque o ennesima delusione? Probabilmente la seconda. Forse per risollevare gli animi dei più sfiduciati sarebbe bene vedere cosa ha fatto l’Europa finora.

Mr. Consiglio Europeo

I capi di Stato e di Governo dei paesi membri si riuniranno invece oggi per decidere le ulteriori misure da stanziare per combattere l’emergenza. E’ impensabile che si continui a pensare nell’ottica della cooperazione del passato. Una crisi nuova richiede di più, coordinamento e decisione. Non si tratta solo di ripensare gli strumenti, vecchi ed inadeguati ( per un proggetto europeo che è proprio la rappresentazione dell’inedito), ma anche le istituzioni europee. Il gruppo, che più che organo europeo, è una conferenza intergovernativa che in tempi normali si riunisce una o due volte a semestre. In tempi di pandemia, ha invece assunto un ruolo di maggiore prominenza  (ai tempi approvò il famigerato Fiscal Compact) e la sua ultima riunione si è tenuta circa un mese fa, il 23 Marzo.

L’attuale presidente belga Charles Michel, normalmente in carica per due anni e mezzo, venne eletto proprio dagli stessi Macron, Merkel e Conte. E con una lettera del 21 Aprile ha chiamato ha raccolta gli stremati rappresentanti dei paesi membri per discutere di un’azione comune. La parola comunità, oltre ad essere stata soppiantata dal sostantivo Unione, proprio per denotare una maggiore codipendenza tra le economie (purtroppo è questo ancora il campo cruciale sul quale si gioca) appare vacillare. Lo schock creato dal virus non ha però solo scardinato la credibilità di una solidarietà euopea, ma anche eliminato ogni possibilità di creare un governo di larghe intese.

Italia divisa e posizione incerta

Da una parte, durante l’informativa alle camere del Presidente Conte di pochi giorni fa sono volate accuse dall’opposizione di tradimento della patria e complotti per approvare il MES. Complice anche la scelta di non indire alcun voto sulla posizione che il Governo e il professore dagli occhi a cuoricino, dovranno presentare al Consiglio. Tant’è che non abbiamo effettivamente alcuna posizione da presentare, ma piuttosto ci accoderemo alle sfumature dei diversi piani presentati dagli altri paesi. Tra una proposta francese ed un’iniziativa spagnola, solamente tagliuzzando un collage troveremo qualcosa che unisca il nostro panorama politico.

Dall’altra, la maggioranza si divide tra un Movimento cinque stelle sbugiardato. Un reggente, Vito Crimi, con una bassissima visibilità mediatica. Un Ministro degli Esteri, Giggi di Maio, che sarebbe più adatto ai varietà anni 50 della Rai che a sostenere un confronto con almeno l’ombra di un contenuto politico. Un Dibba, tornato alla carica dalle missioni umanitarie che vorrebbe abbracciare l’alternativa Xi Jin Ping. Caro Alessandro, scordati che il Confucianesimo possa essere applicato in un paese con una forte tradizione democratica come il nostro. In Portogallo il governo socialista ha ricevuto un’accorata proclamazione di supporto dall’opposizione di centro-destra. Almeno lì Rui Rio fa sembrare che il governo non lavori con le forze delle tenebre.

Cosa ha fatto l’Europa finora?

Ma veniamo alla nostra casa europea. Già il 9 Aprile i 19 ministri delle Finanze e dell’Economia dei paesi che hanno adottato la moneta unica, l’Eurogruppo aveva deciso qualcosa. Un piano approvato dal Parlamento europeo qualche giorno dopo. Il pacchetto di misure che ammontano a 540 Miliardi di euro è così costituito:

  1. L’Intervento della BEI.

    Questa banca, diversa dalla BCE risponde proprio agli stati membri perchè è finanziata direttamente da loro. E’ una banca perfino più sicura della Federal Reserve americana. In tempi normali eroga prestiti alle piccole e medie imprese, per il 90% europee. Le aiuta ad ampliare crescita ed occupazione e sostiene i loro proggetti per la riconversione ambientale e sostenibile.

Sostanzialmente, si accolla il rischio che una banca normale non farebbe. Dato che il debito che produce è garantito da tutti gli stati membri, può permettersi tassi d’interesse veramente molto bassi. Questa istituirà un fondo di garanzia da 25 miliardi, garantiti sui bilanci nazionali dei paesi UE, per prestiti fino a 200 miliardi per le piccole e medie imprese. Tra l’altro era già stata stanziata una misura da 40 miliardi. In sostanza la BEI fa un sacco di cose interessanti, tipo aver reso nel 2019 il nostro paese il primo ricevitore di fondi in termini assoluti.

  1. SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in Emergency).

    Un fondo comune e VOLONTARIO dove su base proporzionale al proprio PIL gli stati possono versare una quota di aiuti fino a 25 miliardi destinati a combattere la disoccupazione. Questo deposito sarà una garanzia per raccogliere poi sul mercato del credito fino a 100 miliardi. Come? In pratica si emetteranno titoli con tripla A (molto sicuri, come quelli della BEI) e con le risorse raccolte si daranno, ai paesi che ne faranno richiesta, prestiti a lunghissima scadenza per finanziare le varie Casse integrazioni, declinate nelle sfumature nazionali. Ecco una prima forma di mutualizzazione dei debiti: si emettono titoli per finanziare i 100 miliardi. La scommessa è sul senso di appartenenza europea. Se garantiscono Germania ed Olanda, la Spagna e l’Italia potranno accedere serenamente.

  2. MES, ma senza condizionalità per le spese sanitarie.

    Questa sigla è ormai un insulto interpretabile in ogni lingua. O forse è solo una nuova parolaccia italiana? In realtà già altri paesi hanno aperto alla possibilità di accedere ai fondi di questo meccanismo intergovernativo. Ed una posizione a priori, negativa e di chiusura dell’Italia è pura fuffa nostrana. Se gli altri paesi volessero accedervi, perchè votare contro? Non sarà che 37 miliardi (si può accedere infatti ad un credito fino al 2% del pil del paese) farebbero comunque comodo? Ed allora meglio non vederseli offerti se poi bisogna accettare che questi prestiti non siano a fondo perduto. Come d’altronde quasi tutti i prestiti che riceveremo. Dato che non si tratta di donazioni fatte da una ONG. Nessuno mi sembra indignarsi perchè alcuni paesi africani hanno stock di debito pubblico insostenibili ed insormontabili.

Con tutte le speculazioni del caso, la posizione del presidente Conte è sicuramente destinata ad ammorbidirsi in merito. Inoltre l’organo direttivo del MES è invitato a riunirsi a giugno, quindi la questione delle condizionalità future o inaspettate è da astrologi della politica. Dobbiamo aspettare. Quello che è certo è che  lo spettro di un’Italia commissariata dalla troika a mo’ di Grecia, di cui all’epoca non fregò niente a nessuno,  è solamente un gioco di retorica ciceroniana (anzi, quella è troppo alta).

 E cos’altro è stato fatto?

L’elenco sarebbe veramente lungo e per questo vi rimando ai siti delle istituzioni europee. Più competenti e più esaustivi. Ma mi sembra giusto citare un altro paio di interventi messi in atto da questo strano burocrate che è l’Europa, che qualcuno vorrebbe descrivere come il  Leviatano. Innazitutto la BCE ha stanziato 1110 miliardi di liquidità. Un programma da 750 miliardi che si è aggiunto al Quantitative easing già in corso di 240 miliardi e a quello deciso il 12 marzo di 120 miliardi aggiuntivi. Grazie al QE Lo strumento Mario Draghi ha permesso all’Italia di non cadere su sè stessa. In proposito, nel solo mese di marzo la BCE ha comprato 12 miliardi di titoli italiani a fronte di soli 2 miliardi di titoli tedeschi. La BCE sta cercando di inettare moltissima liquidità per le banche con tassi negativi dello 0,5%. In pratica le banche vengono pagate per prestare denaro alle imprese. Ma questo non sembra interessare a nessuno.

Il patto di stabilità è stato sospeso. Quella simpatica clausola che ci impedisce di sforare il rapporto deficit/PIL del 3%. Dal canto mio, mi auguro che la misura rientrerà insieme all’emergenza, data la consolidata abitudine italiana di ricorrere al debito pubblico per la qualunque, con la stessa voracità che si ha dopo un digiuno.

Fondi aggiunti al Fondo di solidarietà europeo per i paesi più colpiti. Fondi stanziati per la ricerca contro il vaccino. E basterà dire che su questo fronte siamo 10 passi avanti all’ America nel campo della ricerca. Potenziamento del Fondo europeo di sviluppo regionale e di quello Sociale.

Tutte risorse di cui ci dimentichiamo, di cui non si parla. Le stesse risorse che si potrebbe implementare. Magari aumentando il bilancio dell’Unione a più di un misero 1% dell’intera area euro. Perchè se le cose non funzionano è colpa nostra. E non di un fantomatico signore che ci impone dall’alto le sue decisioni. 

Staremo a vedere cosa uscirà da oggi. Il Consilgio europeo potete vederlo qui. Tanto la partita non c’è.

Claudia Comandini

 

MAmanero

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