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La Corte di Appello di Torino ha stabilito che esiste un nesso tra l’uso eccessivo del telefonino e il palesarsi di alcuni tipi di tumore.

“Esiste una legge scientifica di copertura che supporta l’affermazione del nesso causale secondo i criteri probabilistici più probabile che non”.

Il tutto arriva dopo la decisione del Tribunale di Ivrea di condannare l’Inail a pagare un vitalizio da “malattia professionale” a Roberto Romeo, oggi 57enne, dipendente di un’ azienda importante a cui era stato diagnosticato un tumore.

Il Signor Romeo per 15 anni aveva usato il cellulare per più di tre ore al giorno: il Tribunale di Ivrea aveva stabilito che il tumore benigno, ma comunque invalidante, era stato contratto dall’uomo a causa del costante utilizzo del telefonino.

“Ero obbligato ad utilizzare sempre il cellulare per parlare con i collaboratori e per organizzare il lavoro – ha raccontato il Signor Roberto Romeo -. Per 15 anni ho fatto innumerevoli telefonate anche di venti e trenta minuti, a casa, in macchina. Poi ho iniziato ad avere la continua sensazione di orecchie tappate, di disturbi all’udito. E nel 2010 mi è stato diagnosticato il tumore. Ora non sento più nulla dall’orecchio destro perché mi è stato asportato il nervo acustico”.

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