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Il primo passo in caso sospetto è consultare il medico di base. A disposizione anche i numeri verdi regionali per l’emergenza.

La sintomatologia è simile a quella delle più comuni infezioni alle vie respiratorie: febbre, tosse, dolori muscolari, difficoltà respiratorie.

I veri sintomi del coronavirus

In base ai dati epidemiologici ad oggi disponibili, l’infezione può causare sintomi respiratori lievi-moderati nella maggior parte dei casi (tra cui naso che cola, mal di gola, tosse e febbre).

Alcuni pazienti che lo contraggono possono sviluppare una polmonite, difficoltà respiratoria acuta grave, insufficienza renale e possono necessitare del ricovero in terapia intensiva.

Non tutte le febbri e i sintomi significano che il paziente sia infettato dal Covid-19. Il coronavirus condivide alcuni sintomi con quelli dell’influenza, del raffreddore e delle sindromi parainfluenzali che circolano in questa stagione. Per questo motivo, si creano molti falsi allarmi prima che le analisi di laboratorio consentano di arrivare a una diagnosi certa.

Peraltro anche l’infezione da Covid-19 in molti casi non va oltre la febbre e i malesseri. Generalmente i sintomi sono lievi e a inizio lento. Alcune persone si infettano ma non sviluppano sintomi né malessere (che é peraltro la caratteristica insidiosa di questo virus per il rischio di contagio che comporta).

La cefalea viene anche indicata tra i sintomi frequenti (insieme a tosse, febbre, mal di gola e sensazione di malessere generale). La nausea è un sintomo meno frequente. La diarrea, invece, potrebbe essere un sintomo finora sottostimato. Le persone più suscettibili sono gli anziani e i pazienti con malattie pre-esistenti quali diabete e patologie cardiache. Il periodo di incubazione si stima vari tra i 2 e gli 11 giorni fino a un massimo di 14 giorni (ma sono sotto osservazione casi di ricaduta).

Cosa fare se hai questi sintomi

 «In caso di sintomi o dubbi – vi si legge – rimani in casa, non recarti al pronto soccorso o presso gli studi medici ma chiama al telefono il tuo medico di famiglia, il tuo pediatra o la guardia medica. Oppure chiama il numero verde regionale». L’elenco per ciascuna Regione e Asl è disponibile sulla pagina dedicata del portale ministeriale Covid-19 Numeri verdi regionali.

In presenza di sintomi, viene suggerito per prima cosa di verificare se negli ultimi 15-20 giorni si è stati a contatto con qualcuno che viene dalle zone rosse o da quelle gialle. In caso negativo, una prima preoccupazione viene meno perché è probabile si tratti di semplice influenza o sintomi allergici. Se, invece, il contatto c’è stato ma la persona al di là dei sintomi si sente bene, non c’è motivo di allarmarsi. Bisogna, però, allertare il medico che farà una valutazione clinica ponendo delle domande che servono a inquadrare meglio la sintomatologia. Il medico, qualora lo ritenga opportuno, segnala il caso al Servizio di igiene e sanità della Asl. Sulla base della gravità dei sintomi, vengono date delle indicazioni comportamentali e nei casi sospetti si raccomanda di restare a casa fino a quando non viene fatto il tampone per la ricerca dell’agente virale.

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