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di Christian Dalenz

È una degli esperti più cercati in questo momento di grande difficoltà. La dott.ssa Maria Rita Gismondo, direttrice responsabile del reparto di Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze dell’Università del Sacco, è infatti stata sentita più e più volte da giornali e reti televisive.
I suoi studi si concentrano su virus e farmaci che possono debellarli. È diventata nota soprattutto per i suoi toni rassicuranti rispetto al coronavirus, che addirittura la portarono a classificare la questione come “poco più che un’influenza”. Toni che le sono costati anche molte critiche.

Anche noi di Avviso ai Naviganti ci abbiamo parlato e, almeno in parte, la dott.ssa giustifica quell’affermazione. «Quando i casi in Italia erano appena due, e anche l’Oms dichiarava il coronavirus meno contagioso dell’influenza ma più pericoloso, effettivamente invitavo a non preoccuparsi. Ma nessuno ha la sfera di cristallo: quando un esperto si esprime lo fa sulla base dei dati disponibili in quel momento. E tutto allora faceva pensare che l’evoluzione sarebbe stata quella della prima Sars, quando arginammo la crisi con poche difficoltà. Ad ogni modo, è dovere di tutti non sottovalutare i fenomeni ma nemmeno allarmare in eccesso».

Inoltre, ad avviso della dott.ssa Gismondo, i numeri raccontano ancora una realtà secondo la quale «il coronavirus per alcuni versi non è molto di più di un’influenza come altre, ma nella quale purtroppo molti più ammalati ricorrono alla terapia intensiva. Abbiamo circa 2200 morti, di cui solo due sembrano essere deceduti esclusivamente a causa del virus [12 al 18/3/20, ndr]; gli altri avevano tutti già altre patologie. Più del 90% delle persone ha sintomi simili a quelli delle normali influenze e sempre di più sono i guariti» i quali, ricorda la virologa, «sono calcolati rispetto al numero dei ricoverati e non sul totale dei contagiati». Ed ancora, «è poi molto probabile che i positivi al virus siano 100 volte quelli finora annunciati, come ha detto anche la virologa Ilaria Capua; ma pochi dei contagiati mostrano sintomi. L’emergenza risiede dunque soprattutto nel massiccio uso delle strutture sanitarie».

PREVISIONI SUL CONTAGIO E SULLE CURE SECONDO LA DOTT.SSA GISMONDO

Per quanto riguarda il futuro del contagio, la dott.ssa ritiene che al momento è impossibile predirlo con precisione. «L’Oms ha fatto sapere che questo virus si diffonde meno dell’influenza stagionale», ma comunque «quando a fine mese avremo i risultati delle misure prese sapremo di più. Sono però fiduciosa sul fatto che i risultati del contenimento saranno buoni».

Per fortuna sono allo studio cure che potrebbero rilevarsi efficaci. «Il vaccino è ancora lontano; sono comunque molto ottimista sugli studi a Utrecht sull’anticorpo monoclonale». Farmaco, questo, che potrebbe neutralizzare il virus.

Più in generale, oltre a raccomandare di seguire le misure decise dal governo, la dott.ssa Gismondo ci tiene a chiarire che «siamo rimasti tutti assolutamente impreparati rispetto alla situazione. È troppo facile accusare oggi le persone per le dichiarazioni rese ieri; domani tutti noi potremmo cambiare del tutto la valutazione di questo virus».

ASCOLTA L’INTERVISTA COMPLETA:
(Nota bene: precisiamo che le attività commerciali, tranne quelle espressamente indicate dal decreto D.P.C.M. dell’11 marzo, sono sospese fino al 25 marzo. Il resto delle prescrizioni del decreto è valido fino al 3 aprile)

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