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Il Motorsport trema. Non è bastata l’arrivo di Liberty Media ai test di Barcellona per scongiurare il rinvio di alcune gare di Formula 1 e l’intasamento dei calendario. Le parole del presidente Chase Carey, dopo gli ultimi sviluppi, assumono i contorni di un vuoto eco di montagna. Sì perché la FIA, nonostante le rassicurazioni del governo australiano, ha fatto sapere che dopo la Cina e il Vietnam, anche il GP d’apertura del mondiale di Formula 1 rischia di saltare. Modifiche ai calendari sono dietro l’angolo, imprevedibili come il cammino del Coronavirus. La sicurezza del carrozzone della Formula 1 viene prima di tutto, la salute anche. Ad aggiungersi a questo il fattore regolarità. Il Vietnam, che ad oggi impone lo stop e la quarantena preventiva obbligatoria agli italiani, potrebbe vedersi cancellato il suo Gp d’esordio. Senza italiani, e quindi senza Ferrari, la Formula 1 non va da nessuna parte. A maggior ragione ascoltando le dichiarazioni di Ross Brawn: “La Formula 1 non corre senza tutti i team”. Insomma o tutti, o nessuno. E così il Coronavirus diventa protagonista non solo dei calendari di un campionato nazionale di calcio, ma anche di uno mondiale di motorsport. Un 2020 caotico.

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